Teknostampi, dopo il rogo arriva la crisi: 55 esuberi

L’azienda di Crocetta ha firmato in Provincia l’accordo per un anno di cassa integrazione straordinaria e incentivi all’esodo: altri 16 dovranno lasciare
DeWolanski Crocetta del Montello incendio azienda
DeWolanski Crocetta del Montello incendio azienda

CROCETTA DEL MONTELLO. Un incendio che non smette di far male. A quasi un anno dal rogo che ha distrutto lo stabilimento di via degli Artigiani a Crocetta, AM Teknostampi ha approvato un piano di riorganizzazione che prevede 55 esuberi su un totale di 110 dipendenti. Qualche settimana fa, la firma in Provincia per un anno di cassa integrazione straordinaria e incentivi all’esodo. Se almeno 16 dipendenti accetteranno di lasciare la Teknostampi entro marzo 2014, per i loro colleghi ci sarà un ulteriore anno di cigs. Altrimenti, i 55 in esubero dovranno andarsene fra meno di un anno. «Ora dobbiamo gestire la situazione, prima c’era la crisi economica, poi l’incendio ha fatto il resto» commenta Paolo Agnolazza, Fim Cisl. Una trentina di dipendenti era finita in cassa già nei giorni immediatamente successivi quella maledetta domenica 29 luglio, quando le fiamme hanno avvolto il loro stabilimento causando danni per 20 milioni di euro, ma senza mai interrompere il lavoro. Per fortuna dei lavoratori, infatti, Teknostampi appartiene a un gruppo di aziende con stabilimenti dislocati in tutta la Regione, per cui la produzione è sempre continuata e sarà più facile ricollocare i 16 lavoratori nel primo anno. «C’è qualche possibilità in questo senso» spiega Agnolazza «per esempio c’è una società a Santa Lucia di Piave che appartiene alla stessa proprietà di Teknostampi, e che lavora in un ambito di produzione molto simile, quindi stiamo cercando lavoratori disponibili al trasferimento. Magari per qualcuno sarà un po’ scomodo come luogo di lavoro, però permetterebbe di salvare il posto». Nei piani di azienda e parti sociali, circa dieci lavoratori potrebbero trasferirsi a Santa Lucia, altri sei in uno stabilimento di Tombolo. Fabbriche distanti per chi lavora a Crocetta, ma per questo ci sono 12 mila euro di incentivo all’esodo. Chi non sarà ricollocato, al termine della cigs finirà in mobilità. Con la scure della riforma degli ammortizzatori sociali che entrerà in vigore dal 2015, e che abbasserà da tre a due anni il periodo di mobilità per chi ha più di cinquant’anni, per qualcuno sarà più conveniente farsi licenziare entro dicembre 2014. Nella migliore delle ipotesi, al termine della cassa integrazione gli esuberi saranno scesi da 55 a 39. In ogni caso, è l’ennesima tegola sull’azienda fondata nel 1988 a Vidor, e facente capo a una società di cui è titolare l’imprenditore Paolo Zanetti. Poco prima del rogo di Crocetta, un altro stabilimento di Zanetti, a Moriago della Battaglia, era finito divorato dalle fiamme. A oggi, non ci sono ancora colpevoli per l’incendio costato 20 milioni di euro, e 55 posti di lavoro. Andrea De Polo

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