Tegola sul Park Vittoria in ballo penale milionaria

Parcheggio interrato di piazza Vittoria: Ca’ Sugana rischia di dover pagare una penale che sfiora il milione di euro. Penale salatissima, per un’opera il cui cantiere doveva aprire i battenti nel 2012 e invece è ancora invischiata in un ginepraio burocratico, bloccata da un infinito carteggio fra il Comune e la Parcheggi Italia, società che ha vinto la gara d’appalto diversi anni fa. E che oggi si è stancata di aspettare.
Ma la giunta Manildo - come la precedente giunta Gobbo - non vuole più un park interrato in piazza Vittoria: troppo impopolare un cantiere che durerà almeno due anni paralizzando mezzo centro storico; e poi, come soluzione, non è più ritenuta strategica.
E infatti Ca’ Sugana, anche per evitare la penale, chiamerà intorno a un tavolo i vertici di Parcheggi Italia, per convincerli a «spostare» il progetto del mega-parcheggio «subito fuori mura», magari all’ex bastione Camuzzi, area però già interessata da un progetto simile, un park da 900 posti auto, opera dell’architetto Trabucco.
Penale macigno. L’amministrazione Manildo ha ereditato una bella gatta da pelare: la giunta Gobbo, nei suoi due ultimi anni di mandato, di fatto ha cercato di lasciare in sospeso la questione, convinta dell’inutilità dell’operazione.
Ma ora tocca alla giunta Manildo decidere, e in fretta. Il sindaco ha però già detto chiaramente che il park Vittoria non lo vuole. E quindi? La strada in questi casi - successe anche per il park Cantarane, giunta Gentilini - è quella del “ritiro” da parte del Comune, ma ciò farebbe scattare l’obbligo di rimborso spese a favore di Parcheggi Italia con tanto di penalona. Ca’ Sugana, tra progetto e carotaggi nel sottosuolo, parla di circa 400 mila euro. Ma c’è chi, Lega compresa, assicura che la somma finale del conto da pagare, tenendo anche conto degli anni persi per nulla, sarebbe più del doppio.
La trattativa. Una penale di fatto maturata prima dell’arrivo della giunta Manildo in Comune, che ora dovrà riaprire la trattativa con Parcheggi Italia. Conferma l’assessore ai Lavori pubblici Ofelio Michielan: «Stiamo per aprire un dialogo per spostare appena fuori mura il park interrato», destinazione ipotetica il bastione ex Camuzzi «o aree limitrofe», compreso l’ex consorzio agrario di porta Carlo Alberto.
Insomma: si punta alla creazione di un parcheggio a ridosso delle mura, come il Dal Negro, nel contesto della progressiva pedonalizzazione del centro storico.
La Corte dei Conti. Per legge, non basta però che il Comune “cambi idea” decidendo di non fare più un’opera dove era prevista, altrimenti scatta la “censura” della Corte dei conti che innesca come conseguenza il pagamento dei danni alla Parcheggi Italia. E quindi il “no” al park Vittoria deve passare formalmente in consiglio comunale, con tanto di motivazioni, oggettive, per lo spostamento.
TreviSosta vince il bando. La scorsa settimana la TreviSosta srl, società creata dall’Actt e l’unica a partecipare al bando europeo fatto dal Comune, ha rivinto la gestione dei parcheggi a pagamento della città. Li gestisce da anni e oggi in proroga fino a giugno: li gestirà per altri due anni, dal luglio del 2014 fino al luglio del 2016. Attenzione: la Parcheggi Italia, con in tasca la concessione per costruire il park Vittoria, detiene il 33% della TreviSosta srl: ha quindi voce in capitolo. E oggi, forte della vittoria del bando, dice: «Chiediamo al Comune di Treviso di darci un messaggio chiaro, nero su bianco, su quello che intende fare o non fare in piazza Vittoria».
Il Carroccio nicchia. Il leghista Giuseppe Basso, ex assessore ai Lavori pubblici, avverte: «Noi della Lega conosciamo bene l’intero iter del park Vittoria: impossibile pensare di trasferire il progetto da quel punto a un altro della città. Sarebbe tutto da rifare». Il Carroccio è convinto che sarebbe preferibile transare con la Parcheggi Italia per cercare di pagare la penale più bassa possibile. Quello che la giunta Gobbo intendeva fare, ma poi ha perso le elezioni.
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