Su Barcon l’ombra della criminalità

VEDELAGO
Sulle campagne di Barcon si allunga l’ombra della criminalità organizzata. Laura Puppato nutre il sospetto: non lo dice chiaramente ma vorrebbe essere più esplicita. Due giorni fa ha presentato un’interrogazione a Luca Zaia perchè vigili sulle infiltrazioni mafiose nei lavori di realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta (un dirigente della Sis, subito allontanato, è indagato per mafia a Palermo). Ora rilancia e collega l’avvertimento trasversale giunto a Nicola Di Santo e al Credito Trevigiano per l’ostilità al polo industriale di Barcon. «Il presidente della banca evidentemente ha elementi di conoscenza maggiore, ma io credo che sulla vicenda Barcon vada acceso un riflettore» sibila il capogruppo del Pd in consiglio regionale. «Non credo che Colomberotto e Rotocart abbiano la forza per un investimento economico di queste dimensioni: è bene vigilare » aggiunge Laura Puppato, che sta mettendo insieme alcuni dettagli. Che insieme formano un’immagine inquietante. «E’ scandaloso l’atteggiamento della Lega Nord, diventato il partito di riferimento dei maggiori potentati economici. Di Santo, la cui ostilità al progetto Barcon è limpida e trasparente, è preso di mira perchè non si fa teleguidare dagli interessi economici. La Lega mostra una spregiudicatezza senza precedenti, che va fermata nell’interesse del nostro territorio. Il sostegno del sindaco di Vedelago, la posizione di Muraro, l’atteggiamento pilatesco della Regione: sono tutti elementi che fanno pensare che questo progetto sia protetto. Noi saremo sentinelle del territorio e vigileremo contro ogni possibilità di infiltrazione e di interessi particolari. E’ ora di smetterla con il saccheggio del territorio a fini puramente speculativi».
Sui veleni distillati contro il Credito Trevigiano e il suo presidente, Nicola Di Santo, registriamo un’ondata di solidarietà. Walter Veronese, presidente di Confartigianato Castelfranco, e Stefano Zanatta, presidente di Confartigianato AsoloMontebelluna, hanno rilasciato questa dichiarazione:
«Piena solidarietà a Credito Trevigiano, al suo presidente Di Santo ed al direttore generale Umberto Longo. Siamo convinti che dobbiamo ripensare la qualità del nostro sviluppo non solo per poter competere adeguatamente nell’economia globale e per accrescere la competitività delle nostre Pmi. Il progetto di Barcon sembra fermo agli anni’50 ed anche i posti di lavoro promessi sembrano esagerati. Il territorio della Pedemontana intende presentarsi come luogo dell’innovazione e della cultura produttiva» . Anche i dipendenti si sono mobiltiati, dopo la nota della Fabi Cisl che chiedeva spiegazione di conti e poltrone al presidente Di Santo: c’è «un atteggiamento disfattista di una sigla sindacale che invece di tutelare i dipendenti opera per creare apprensione e discredito verso l'azienda. Tutti i colleghi, in questo momento di difficile congiuntura economica e avendo a cuore il proprio posto di lavoro, sono impegnati a fronteggiare questa crisi che non lascia spazio a tatticismi di sorta o insinuazioni tendenziose, riteniamo che ciò crei un danno indiretto ai dipendenti. Certe ripicche andrebbero esposte nelle sedi opportune e non sui giornali con l'intento disfattista. Seguirà nei prossimi giorni un comunicato ufficiale della Fabi». Nel pomeriggio, tutti i responsabili di filiale sono stati chiamati a villa Emo per la firma di un documento di solidarietà al presidente. (d.f.)
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