Studentessa scopre quattro Cesare da Conegliano

Crocetta, Eleonora Brotto li racconta nella tesi magistrale che le ha regalato un 110 con lode

CROCETTA DEL MONTELLO.  Tra innumerevoli collezioni private di tutta Italia, seguendo la filiera degli antiquari, spulciando tra migliaia di immagini dalle fototeche d’arte e confrontando stili e influenze, come una novella Indiana Jones, ma con un piglio scientifico da “Codice Da Vinci”, la giovane Eleonora Brotto ha scoperto quattro dipinti attribuibili al pittore Cesare da Conegliano, di cui fino ad oggi l’unica opera nota è “L’ultima cena” nella chiesa dei Santi Apostoli a Venezia.

La studentessa venticinquenne di Crocetta del Montello ha raccolto le sue evidenze nella tesi di laurea magistrale “Cesare da Conegliano. Ricerche d’archivio e formulazioni d’ipotesi intorno a un artista sottovalutato della seconda metà del XVI secolo” in storia delle arti e conservazione dei beni artistici, conseguita con 110 e lode a Ca’ Foscari di Venezia.

«Dall’analisi stilistica – spiega Eleonora Brotto – emergono influenze di Tiziano, Bassano e Schiavone, che si ipotizza siano presenti anche in altri suoi lavori. Quindi sono partita per vedere e confrontare con questi elementi i dipinti anonimi di fine Cinquecento nelle collezioni private italiane, e in Sicilia, Piemonte e Toscana, ho trovato tre tele a carattere sacro e un ritratto, che possono essere attribuiti all’artista coneglianese».

Ora Eleonora sogna un dottorato per proseguire la sua ricerca all’estero. —


 

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