Stop alle pensioni, panico tra gli anziani

Migliaia di solleciti dell’Inps: «Senza documenti, addio soldi». Assalto ai Caaf. Barbiero (Cgil): «In molti casi è un errore»
to di Napoli in un'immagine d'archivio del 7 gennaio 2002.
to di Napoli in un'immagine d'archivio del 7 gennaio 2002.

Assalto alle sedi dei Caaf e dei sindacati ieri mattina dopo l’arrivo nelle case di molti pensionati trevigiani delle lettere con le quali Inps chiede il modello Red relativo ai redditi del 2010, pena l’abbassamento – o la sospensione – della pensione.

Decine e decine i trevigiani accorsi per chiedere una spiegazione, più di 50 quelli che si sono presentati alla sede del Caaf della Cgil di Treviso, 200 nelle altre sedi della Provincia. Tutti con in mano la stessa «bustona» dell’Inps e lo stesso messaggio... tutt’altro che tranquillizzante: «Gentile Signore/a, la informiamo che non ci risulta ancora pervenuto il suo modello RED relativo ai redditi dell’anno 2010, che le avevamo chiesto lo scorso anno (…) La invitiamo a trasmetterci le informazioni richieste entro il 28 febbraio 2013, altrimenti sarà dispo- sta la revoca definitiva delle prestazioni collegate al reddito, con conseguente recupero delle somme erogate». Mica male, per pensionati che vivono in funzione del versamento mensile».

E per tentare di riportare la calma in provincia, è dovuto scendere in campo Paolino Barbiero, segretario provinciale dello Spi Cgil: «State tranquilli» ha detto ieri per tranquillizzare i pensionati, «per risolvere il problema c’è tempo, gli unici che si devono preoccupare sono quelli non in regola perché hanno cercato di fare i furbi ed aggirare la legge».

Secondo i casi analizzati ieri mattina dai Caff, il più delle volte la richiesta dell’Inps è stata ingiustificata e dipesa da alcuni problemi informatici dell’Inps centrale. «Molte delle persone che si sono presentate erano in regola: avevano preparato tutta la documentazione avvalendosi del supporto del nostro Caf solo che probabilmente all’Inps c’è un buco informatico. Ad ogni modo è corretto verificare» spiega Paolino Barbiero, «Ora basterà semplicemente recuperare la documentazione e rinviarla». La convenzione informatica tra Caasf e Inps è scaduta il 31 dicembre, quindi per rispedire tutti i documenti bisognerà aspettare che il collegamento venga riattivato. «Questione di giorni» spiegano dalla Cgil «faremo sicuramente in tempo».

Chi non ha inviato invece i documenti all’Inps dovranno invece darsi una regolata quanto prima. Barbiero conclude dicendo che non è necessario allarmarsi. «C’è tempo a sufficienza per verificare se l’invio del Red è avvenuto oppure no. La lettera ha generato al-larmismo perché per molti pensionati è di difficile comprensione ed hanno temuto di perdere la loro pensione».

Serena Gasparoni

Argomenti:economia

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