Sparivano con i soldi per le auto di lusso: imprenditore di Treviso sotto inchiesta

TREVISO. Auto di lusso offerte a un prezzo vantaggioso ma mai consegnate. Nuovi guai per il trevigiano Marco Bortoluzzi, 40enne di Montebelluna e residente a Spresiano, raggiunto dal provvedimento dell’obbligo di dimora in relazione ad un’inchiesta condotta dai militari dell’Arma di Venezia.
il meccanismo. I clienti che incappavano in un sito di nome “Auto ok” (tra loro anche dei trevigiani) venivano invitati a svolgere le pratiche nell’agenzia “Agita” di Chioggia che li aiutava a compilare le carte per dare il preventivo che andava dai 500 ai sedicimila euro per l’acquisto di auto di lusso. Da questo momento iniziava per la vittima della truffa un’attesa infinita. Le auto non arrivavano per i più svariati motivi e quando i clienti chiamavano l’Agita, non rispondeva più nessuno.
Ieri mattina il Nucleo di polizia economico finanziaria di Venezia e i carabinieri di Chioggia e Sottomarina hanno eseguito il provvedimento del gip David Calabria del Tribunale di Venezia con cui è stato disposto l’obbligo di dimora e presentazione ogni giorno dai carabinieri per sei persone, tra cui Bortoluzzi.
Sono stati inoltre resi noti i nomi di nove indagati per associazione a delinquere e concorso, tra i quali Antonio Ferrari di Cavarzere, Ida Pignataro e Michael Civolani residenti a Jesolo, Mario Zanchetta, nato a Jesolo e residente a San Donà.
I nove avevano nella loro disponibilità sette autovetture di lusso (Maserati, Audi A6, Land Rover, X5), preventivamente sequestrate. La società Auto Ok viene infatti registrata a gennaio 2018. Entra nel pieno dell’attività nella stagione estiva e sparisce nel nulla dopo tre mesi con 900 mila euro.
le vittime. È a questo punto che alcune delle vittime si fanno avanti dai carabinieri di Chioggia. Per ora i truffati accertati sono 44, ma il numero potrebbe crescere. Tra chi ha acquistato le auto ci sono persone oneste cadute nel tranello, ma anche potenziali evasori. L’indagine è stata compiuta grazie a un lavoro certosino che ha permesso di tracciare il percorso dei soldi che venivano trasferiti poi su conti in Croazia, Germania e in Inghilterra.
Si è così scoperto che Vicentini aveva un’altra residenza oltre a quella di Chioggia proprio a Londra. Gli indagati per riciclaggio erano quelli che facevano da tramite per trasferire le somme che la base dell’organizzazione aveva incamerato dai clienti, truffandoli. Ferrari, Pignataro, Zanchetta e Civolani erano i punti di riferimento dell’organizzazione.
il trevigiano. Marco Bortoluzzi è già noto alle cronache, e di mezzo ci sono sempre le auto. Il 40enne di Montebelluna, residente a Spresiano, è infatti a processo con l’accusa di utilizzo ed emissione di fatture false, omessa dichiarazione Iva e dichiarazione fraudolenta. Bortoluzzi è coinvolto nel caso Valle, l’ex pilota di Villorba arrestato nel 2014 per un giro di fatture false da 30 milioni di euro, scoperto dalla Guardia di Finanza. Nel mirino delle Fiamme Gialle di Treviso erano finite le società di Fabio Valle “Blusteel srl”, “Mobile Products srl” e “O. M. B. Srl” . Manolo Biz, altro imputato dello stesso processo, avrebbe invece utilizzato la sua società spagnola, la “Ustari Extens SL” con sede a Barcellona (cancellata dal 2008), per emettere le fatture false.
In più, una volta ricevuti i bonifici sul suo conto dalla Blusteel, avrebbe materialmente prelevato le intere somme versate trattenendosi 1. 500 euro per ogni operazione prima di consegnare i contanti a Valle. Marco Bortoluzzi invece, titolare della omonima società “BM di Bortoluzzi Marco”, con sede ad Arcade, oltre a non aver mai presentato dichiarazioni dei redditi e Iva dal 2 marzo 2009, non avrebbe mai versato imposte all’erario e non avrebbe avuto dipendenti dal 2011. Avrebbe anche lui emesso fatture per operazioni inesistenti in favore della Blusteel, risultandone peraltro dipendente dall’aprile 2013.
I soldi, ripuliti dall’Iva, erano stati utilizzati anche per acquistare alcune auto di lusso. Una F430 e una Enzo, poi una Bugatti, una Lamborghini Gallardo e una Lancia Beta Montecarlo, tutte radiate dal Pra dall’ex pilota e completamente sconosciute al Fisco. Le supercar erano state portate in tre diversi nascondigli, tra Padova e Treviso, scovati dalla Finanza dopo l’arresto di Valle e Bortoluzzi.
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