Nasce un comitato a firma Amatruda: «Serve il braccialetto per chi fa spaccate»
Il titolare di Tonino Pizza al lavoro con il legale per la petizione. De Wrachien si appella a Nordio: «La politica a Roma deve cambiare passo»

«Braccialetto elettronico per chi spacca le vetrine e ruba nei negozi». È una delle proposte che Antonio Amatruda, titolare di “Tonino pizza”, ha deciso di inserire nella petizione che sta mettendo nero su bianco con il suo legale: «Partiremo forse la prossima settimana con la raccolta firme e, per rendere la proposta più organica, creeremo anche un comitato».
Procede a passo spedito il titolare della pizzeria da asporto di Santa Maria del Sile, che ha lanciato l’idea della raccolta firme fra esercenti (obiettivo quota 20 mila) e della protesta di piazza, a poche ore dalla spaccata subìta nella sua attività nella notte fra sabato e domenica, la seconda in meno di un anno.
L’attesa per le firme
Una presa di posizione forte, che sta già raccogliendo consensi. Come emerso dalle dichiarazioni di tanti colleghi nei giorni successivi. Come mette in evidenza lo stesso Amatruda: «Tanti sono entrati da me in questi giorni in negozio, chiedendomi se si potesse già firmare», rivela, «il tema è sentito, c’è interesse». Martedì ha ricevuto il sostegno di Confartigianato, poi si è trovato con il proprio avvocato per valutare modalità e contenuti della petizione.
Punto chiave della raccolta firma sarà la richiesta di «leggi più severe, un cambio di passo per dare anche più potere alle forze dell’ordine». Richiesta che si arricchirà, dunque, dell’idea del «braccialetto elettronico» per i malviventi che sfondano le vetrine e svuotano le casse dei negozi. Serviranno ancora alcuni giorni di confronto con il legale, dopodiché si procederà con le firme. Partendo probabilmente già la prossima settimana.
L’iniziativa di Amatruda ha preso forma dopo un lungo periodo di spaccate e furti a Treviso e hinterland: la sua attività è stata solo una delle ultime a essere stata bersagliata. Dalle vetrine spaccate con massi o martelli ai ladri scappati con le mance dei salvadanai. Tanto che la preoccupazione sta montando fra i commercianti e si fanno largo anche altre iniziative: dalle «ronde serali» suggerite da Antonio Verlezza del bar “Artisticcafe” in via Municipio alla lettera indirizzata al Comune da Massimo De Lazzari de “La Degusteria” che chiede «di rivitalizzare piazza San Vito, perché una pizza viva tiene lontana la delinquenza».
L’appello al ministro Nordio
Nel mentre, si registra anche l'intervento di Enrico De Wrachien, dell’omonima gioielleria in Pescheria e già promotore dell’associazione Rivivere Treviso.
Un nome di riferimento nella piazza. Il suo messaggio è indirizzato al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e al sindaco Mario Conte. Ed è la prima volte, nelle ultime ore, che si fa appello anche al guardasigilli: «Roma deve cambiare passo, servono leggi più severe e certezza della pena. Abbiamo un ministro trevigiano, Nordio, e un sindaco, Conte, che è pure presidente Anci Veneto: lavorino insieme per cambiare le leggi. Il problema non è di Treviso, ma nazionale. Purtroppo il nostro orticello è uguale a quello del vicino, perciò bisogna intervenire a monte: il governo deve attivarsi per garantire leggi più dure. E bisogna affrontare la questione con grande energia: non si può più aspettare».
Se gli esercenti rivelano «di farsi il segno della croce ogni mattina», se buona parte dei negozianti si dichiara favorevole «a scendere in piazza», la sensazione è che la misura sia colma. —
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