Solighetto, addio a Mario Lorenzon: il campione di podismo si è spento a 92 anni
Aveva iniziato a correre a 39 anni e aveva conquistato titoli italiani e medaglie internazionali nelle categorie master. Nel 2021 il successo tricolore a Pieve di Soligo, la sua terra. Tesserato per vent’anni con l’Atletica Valdobbiadene Gsa, aveva continuato a correre fino al 2023

È morto a 92 anni, molti dei quali trascorsi correndo. Podismo in lutto per Mario Lorenzon: un interesse scoperto intorno ai 40 anni e che lo ha accompagnato fino al 2023, quando ha riposto le scarpe da corsa, ma non la passione per quel mondo. Tanto che anche la foto scelta dalla famiglia per la sua epigrafe lo ritrae con una delle sue tante medaglie.
Ai parenti si stringe la comunità di Solighetto, dove viveva, ma anche il podismo (è stato tesserato per vent’anni con l’Atletica Valdobbiadene Gsa) e in particolare quel movimento dei master che continuano a cercare di superare i propri limiti anche con l’avanzare dell’età. Lui, al movimento, ha regalato anche medaglie tricolori ed internazionali.
Uno dei punti più alti della sua carriera sportiva, il successo tricolore, l’ha raggiunto proprio nella sua Pieve di Soligo che nel 2021 ospitò i campionati italiani di categoria, oltre all’argento tricolore nel cross country a Caorle. A portarlo via una malattia.
Nato a Pieve di Soligo il 5 settembre del 1934, Mario è cresciuto a Fontigo dove viveva con la famiglia, che nel 1946 si è poi trasferita a Solighetto. Ha lavorato come costruttore di pali della luce in giro per l’Italia operando poi come operaio in un’azienda a Refrontolo. Con Augusta, scomparsa una ventina d’anni fa, ha creato una famiglia, crescendo due figli. Quando aveva trentanove anni l’incontro con la corsa.
«È stato il parroco di Refrontolo a coinvolgermi: in oratorio allenava un gruppo di ragazzini, tra cui mio figlio dodicenne», aveva raccontato dopo il successo tricolore. «Quando l’hanno trasferito mi ha “consegnato” questi ragazzi e così ho iniziato ad allenarli due volte alla settimana. Poi ogni domenica li portavo a fare le campestri. E alla fine ho iniziato a correre con loro e poi ho deciso di provare a gareggiare. Ma avevo già 39 anni. E a quei tempi, non c’erano ancora le categorie amatoriali. Infatti, in una gara di cross mi sono trovato persino a gareggiare con Venanzio Ortis, il campione europeo».
A sessant’anni smise (dedicandosi al ciclismo e vincendo anche lì qualche gara), riprendendo oltre un decennio dopo. E iniziando a salire sui podi nazionali e internazionali.
Mario lascia i figli Gianni e Daniele con Monica, i nipoti Marika e Luca con Luana, i pronipoti Gioele e Maila, cognati e cognate e i parenti tutti. I funerali avranno luogo domani pomeriggio alle 15.30 nella chiesa parrocchiale di Solighetto, dove questa sera alle 19.15 sarà recitato il rosario.
La famiglia vuole esprimere un particolare ringraziamento alla cara Diana e agli operatori delle cure palliative di Pieve di Soligo per la professionale e amorevole assistenza prestata.
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