Soffocò la madre con un cuscino: 15 anni

Cessalto. Francesco Sgroi, 61 anni, condannato con rito abbreviato: il tribunale gli ha riconosciuto la semifermità mentale
Di Fabio Poloni
filippi Agenzia foto film cessalto omicidio via isonzo in foto vittima castagnotto zina amelia
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CESSALTO. Quindici anni di reclusione per aver ucciso la madre soffocandola con un cuscino. È la sentenza di condanna pronunciata ieri mattina dal gup Umberto Donà nei confronti di Francesco Sgroi, 61 anni, di Cessalto, finito a processo con l’accusa di omicidio volontario aggravato per la morte dell’anziana madre Amelia Zina Castagnotto, 89 anni, soffocata nella sua casa di via Isonzo il 7 giugno dello scorso anno.

Il giudice ha riconosciuto all’uomo sia la seminfermità mentale, sia le attenuanti generiche equivalenti alle due aggravanti che gli venivano contestate (il vincolo di famiglia e la minorata difesa della donna), circostanza che ha permesso di contenere la pena rispetto ai vent’anni di reclusione chiesti dal pubblico ministero titolare delle indagini, Barbara Sabattini.

L’avvocato Marco Rebecca, difensore di Sgroi, ha già annunciato che presenterà ricorso in appello in quanto il delitto sarebbe - secondo il legale - preterintenzionale e non volontario, uno dei punti su cui il legale fonderà il ricorso per tentare di ottenere un’ulteriore riduzione di pena oltre quella già ottenuta scegliendo la via del rito abbreviato. Sgroi al momento rimane agli arresti domiciliari in attesa della sentenza definitiva.

Francesco e la madre Zina vivevano assieme da una vita. Lui era rimasto orfano di padre quando aveva solo sei mesi, lei, giovane vedova, lo aveva cresciuto e accudito senza mai risposarsi. Anche quando Francesco era andato a vivere con la moglie e i suoi tre figli nella frazione di Sant’Anastasio non aveva mai lasciato sola la madre e la accudiva quotidianamente andandola a trovare più volte, durante il giorno, nella sua abitazione di via Isonzo a Cessalto. La sera di domenica 7 giugno dello scorso anno, poco prima delle 21, ha preso un cuscino e ha soffocato nel letto la madre di 89 anni. Pare sia stato un rimprovero dell’anziana a scatenare il raptus omicida del figlio. Per Sgroi, ex operaio del mobilificio “Europeo” di Cessalto, si erano aperte le porte del carcere di Treviso.

Da una perizia richiesta dal gip era emerso che Sgroi al momento dell’omicidio era parzialmente incapace di intendere e di volere e che non è un soggetto socialmente pericoloso. Dallo scorso febbraio il sessantenne si trova agli arresti domiciliari. Ora, con la condanna a quindici anni, ci rimarrà in attesa dell’appello e dell’eventuale Cassazione.

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