Smog, il richiamo dell’Europa

Troppo smog, l'Italia rischia di essere sanzionata dall’Unione Europea. Intanto è arrivato l'ultimo avvertimento, che cita espressamente Treviso, tra le nove aree maggiormente inquinate, e che hanno portato l'Agenzia europea dell'ambiente a porre la lente d'ingrandimento sull'Italia. D'altra parte i dati raccolti dall'Arpav non lasciano spazio ad interpretazioni, lo scorso anno in via Lancieri di Novara sono stati registrati 65 sforamenti del limite delle pm10 (50 microgrammi per metro cubo), in via Sant'Agnese 67; con picchi che hanno sfiorati i 200 microgrammi. Il 2017 non è iniziato meglio, già 41 sforamenti registrati in via Lancieri di Novara, e 42 a Sant'Agnese; insomma il limite di 35 superamenti è già bello che andato anche quest'anno.
E proprio ieri, due giorni dopo l'avvertimento dell'Ue, è scaduta l'ordinanza anti-smog. «Le ordinanza vanno fatte», spiega l'assessore all'ambiente Luciano Franchin, «ma da sole non bastano, sono altre le azioni che vanno fatte, e a più ampio raggio». E infatti l'avvertimento dell'Ue è all'Italia, che deve predisporre entro un paio di mesi, un piano per la qualità dell'aria che stabilisca misure per porre rimedio al problema nel più breve tempo possibile. La decisione dell’Ue fa seguito a un’ulteriore lettera di costituzione in mora inviata all'Italia nel giugno 2016. Se l'Italia non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.
Per quanto riguarda il valore limite giornaliero, le 30 zone interessate sono situate in Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Lazio e Sicilia. L'avvertimento si riferisce inoltre ai superamenti del valore limite annuale in 9 zone: Venezia-Treviso, Vicenza, Milano, Brescia, due zone della Pianura padana lombarda, Torino e Valle del Sacco (Lazio). «In questi anni abbiamo sempre intrapreso due strade: il coinvolgimento dei comuni della cintura urbana e l'informazione/formazione dei cittadini», spiega Franchin. «Per il primo anno anche alcuni comuni hanno adottato i nostri provvedimenti contro lo smog». Ma l'intervento per avere un qualche effetto non può certo limitarsi ad azioni che hanno a che fare con pochi comuni, «Siamo in difficoltà perché non 'è un governance in tema ambientale da parte delle istituzioni superiori. Da parte della Regione e della Provincia vorremmo maggiore impegno, che prendessero in mano questa situazione che riguarda tutta la pianura Padana», prosegue Franchin.
«Ma sono convinto che essendo così grave la situazione, saranno costretti a prenderla in mano». Ca’ Sugana sta organizzano un energy day per sensibilizzare i cittadini e informarli su sgravi fiscali, contributi e agevolazioni varie sul tema energetico. «Ogni Comune deve sapere quanta energia consuma il territorio e da dove proviene quell'energia. Governare l'inquinamento si può fare solo lavorando sulla riduzione dei consumi e sulla provenienza dell'energia che si consuma».
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