Simone Moreira in Cassazione per la morte di Giuliana

ODERZO. A oltre cinque anni dalla tragedia, dalla morte della piccola Giuliana, affogata nel Monticano una sera di fine estate, il caso di Simone Moreira torna in aula. Oggi si terrà l’udienza di fronte ai giudici della Cassazione, a fronte del ricorso presentato dopo la sentenza di Appello. In primo grado la mamma della bimba di due anni (accusata di omicidio volontario) era stata condannata a dieci anni di reclusione per il reato di abbandono di minore. La sentenza era stata poi riformulata in Corte d’Assise d’Appello: due anni e mezzo per omicidio colposo. Le parti civili (il papà e la nonna della vittima, assistite dall’avvocato Luigi Fadalti, del foro di Treviso) però credono che sia stata Simone ad aver ucciso la figlioletta. Non hanno mai creduto alla storia dell’incidente, al fatto che l’allora ventitreenne abbia perso di vista un attimo la figlia e che subito dopo sia accaduto l’imponderabile, la tragedia. Ancora non si sa se i giudici romani emetteranno subito la sentenza o se sarà necessario attendere una notte prima di conoscere il verdetto. La Corte potrebbe confermare la sentenza, oppure dichiarare un “indietro tutta”, cioè rifar partire il procedimento. Ma non c’è solo il processo a Simone a essere tornato d’attualità. Ieri è andata in scena una nuova puntata del procedimento (in questo caso civile) che vede coinvolti due dei protagonisti del caso Moreira. Una commerciante di Oderzo, Luisa Rossetto (testimone al processo Moreira, assistita dall'avvocato Piergiorgio Sovernigo), è contrapposta all'avvocato Antonio Forza, il legale di Simone Moreira. La commerciante opitergina ha, infatti, intentato causa per diffamazione contro il legale chiedendo un risarcimento danni di 13 mila euro. Era infatti il 5 ottobre 2010 e all'udienza di quel giorno la Rossetto comparve in aula come testimone. Dopo la sua deposizione in aula la donna si ritenne diffamata da alcune frasi pronunciate dal legale dell'imputata brasiliana ai microfoni di un'emittente privata. In quell'occasione, l'avvocato avrebbe detto: «Non fatemi dire quello che penso di qualcuno che va a insufflare i testimoni, di cui ho la prova peraltro».
Fabiana Pesci
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