L’ansa del Sile a Sant’Elena come una palude

Acqua ferma e alghe. Navigazione impossibile e ristagno. La sindaca: «Il Genio intervenga»

Federico De Wolanski e Savina Trevisiol

L’ansa del Sile a Sant’Elena di Silea è ormai diventata una trappola per barche: non più navigabile, impossibile da attraversare, di fatto una palude. Basta camminare lungo la riva, nel parcheggio della chiesa della frazione di Silea, per rendersene conto. O basta affacciarsi alla ciclabile per guardare quello che potrebbe essere uno scorcio bellissimo della riva sinistra del Sile, e che invece dà più l’idea di una pozza.

Cosa succede

Il problema era stato segnalato già l’anno scorso, ma nulla è stato fatto non per risolverlo, che forse sarebbe troppo oneroso, ma almeno arginarlo. L’ansa del Sile a Sant’Elena è di fatto un tratto di fiume “morto”, nel senso che la forma della riva, in quel punto, è tale da non permettere che l’acqua che scorre lungo il tratto principale entri nel porticciolo con velocità tale da mantenere vive le rive e pulito il fondale. Così’ si ristagna. Il resto l’hanno fatto la mancanza di interventi di pulizia dalle alghe, e il caldo che quest’estate ha reso quel tratto di fiume una vasca da bagno. Con le temperature più alte date dall’assenza di circolazione ecco che il porticciolo è diventato, come detto, palude.

Come una palude

Nell’ansa del fiume la vegetazione ha continuato a crescere indisturbata apparendo oggi come un tappeto che copre buona parte del piccolo golfo. Le barche ormeggiate tra le bricole non hanno margine per uscire, se non a remi, operazione comunque complicata e lunga visto che per arrivare dal porto al fiume ci sono alcune decine di metri. Accendere il motore equivale inevitabilmente a far avvolgere all’elica nelle alghe subacquee e mandare tutto in panne, quando va bene. Ad essere messe in difficoltà perfino le barchette elettriche che pure a Sant’Elena avevano trovato un primo approdo turistico, ora in disuso. Servono interventi che mancano, o l’ansa navigabile andrà persa.

La sindaca: un tavolo in Regione

«A questo punto non si può più aspettare» sottolinea la sindaca Angela Trevisin, «L’intervento è di competenza del Genio Civile e per questo abbiamo richiesto con massima urgenza la pulizia dell’area». Il Comune ha chiesto alla Regione di valutare anche l’escavazione del fiume per allargare il corridoio navigabile davanti al porticciolo e facilitare le manovre delle barche. Sullo sfondo resta infatti un problema più ampio: dalla fine del 2024 la competenza sui posti barca è passata dalla Regione al Comune, ma, evidenzia Trevisin, senza risorse adeguate e senza tutta la documentazione necessaria per programmare gli interventi. A Silea, nella zona dell’Osteria Da Nea, il Comune è già dovuto intervenire d’urgenza per la messa in sicurezza. Ora l’obiettivo è evitare interventi isolati e affrontare insieme anche Sant’Elena, per questo l’amministrazione chiede un tavolo con Regione, enti e tecnici. «Il corso di un fiume non può essere gestito a pezzetti» conclude Trevisin «serve una visione complessiva, che tenga insieme tutela del territorio, ambiente e sviluppo turistico».

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