"Sicurezza, a Treviso non serve l'esercito"

Ca' Sugana si dissocia dal prefetto: un mese fa chiese i militari a sostegno delle pattuglie, ma dal governo nessuna risposta
Militari in pattuglia all'aeroporto Canova nel 2009 per un allarme terrorismo
Militari in pattuglia all'aeroporto Canova nel 2009 per un allarme terrorismo

Impiegare l'esercito per garantire la sicurezza: Ca' Sugana boccia la richiesta inviata un mese e mezzo fa dalla prefettura di Treviso al ministero dell'Interno. Una richiesta firmata dal prefetto Maria Augusta Marrosu a seguito di uno dei tanti vertici per l'ordine pubblico, a fronte dell'escalation di furti e rapine sul territorio ma anche della richiesta di alcuni primi cittadini. Una richiesta che ad oggi non ha però avuto alcuna risposta dal ministero, che pare propenso a inviare semmai contingenti in zone più a rischio rispetto alla Marca.

Una richiesta che stona, a fronte delle ultime statistiche sui reati consumati in provincia stilati dalla questura, che registrano un costante calo dei "colpi". Anche se, soprattutto per quanto riguarda i furti nelle abitazioni, l'allarme è quotidiano, tanto che a Treviso, a Canizzano, sono partite le ronde dei residenti. Ma il vero problema non è tanto avere l'esercito nella Marca, come chiede anche il governatore del Veneto Luca Zaia; quanto poter potenziare gli organici di polizia, carabinieri e vigili urbani. Organici che, per il blocco delle assunzioni, sono anche vecchiottelli, quanto a età anagrafica.

Ma se non manca chi reclama, per la città e la provincia, l'esercito in strada c'è anche chi, come il Comune di Treviso, prende le distanze: «Escludo che la città abbia bisogno di pattuglie di militari per le strade per garantire la sicurezza. Una cosa sono i posti a rischio terrorismo, come l'aeroporto Canova, un'altra le vie del capoluogo». A parlare è il vicesindaco di Treviso Roberto Grigoletto. E la pensa allo stesso modo anche il senatore di Area Popolare Franco Conte, molto vicino al ministro Alfano: «È chiaro che, comunque, non si sta parlando di mettere i militari per strada per l'ordine pubblico, cosa assurda. Il ragionamento è casomai il seguente: mettere dei militari a vigilare sui siti a rischio terrorismo come aeroporti e stazioni, con presìdi fissi, per poter così liberare di questo compito i poliziotti e i carabinieri che oggi svolgono simili servizi, per poterli impiegarli così per la pubblica sicurezza e i pattugliamenti in strada. Ma i poliziotti e i carabinieri, non i militari: ci mancherebbe altro».

Resta il fatto: la prefettura di Treviso ha fatto richiesta di avere i militari nella Marca, e il governatore Zaia ha preso subito la palla al balzo commentando: «Ringrazio il prefetto di Treviso Maria Augusta Marrosu, che ha avuto la sensibilità verso i cittadini e il coraggio istituzionale che compete a un rappresentante dello Stato di parlare senza mezzi termini dell'emergenza criminalità e di chiedere al governo l'esercito. Dubito che l'ascolteranno, ma il suo intervento è significativo».

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