Sfida al Grappa, anche con le stampelle

BORSO DEL GRAPPA. Una sfida. Alla montagna, a se stessi, più che al cronometro. Ognuno con il proprio passo. Chi con le stampelle. Chi con una gamba in fibra di carbonio e titanio. E poi, loro, padre e figlio, in una corsa tra generazioni. Sabato il versante sud del Monte Grappa ha accolto la prima edizione del Verticalgrappa, corsa in salita di 3,8 km con 1.050 metri di dislivello, da Borso del Grappa al Monte Legnarola. «Un percorso nervoso, impegnativo, faticoso ma fantastico», dice Marta Da Pra di Lozzo di Cadore che, pur convivendo con le stampelle, è riuscita ad affrontare un tracciato così difficile. «Pace, silenzio e ottima compagnia», le parole degli apripista Laura Uggè e Moreno Pesce, quest’ultimo un grande atleta con la gamba sinistra, da metà femore in giù, in fibra di carbonio e titanio. Due opinioni che fanno capire bene la filosofia del Verticalgrappa e della AKW, asd organizzatrice dell’evento. Non si tratta di una competizione dove a farla da padrone è l’agonismo, ma la voglia di riscoprire e diffondere la disciplina sportiva del Trail Running nella sua specialità più difficile, correre un “chilometro verticale”, dove tutti i concorrenti raggiungono con grande fatica la vetta del monte. «E di fatica ne hanno fatta molta con punti in cui il tracciato arrivata anche a 45°», commenta l'organizzatore Lorenzo Doris. Per la cronaca la prima donna ad arrivare in cima è stata Francesca Passera del Team SRMovimento Bassano, mentre il primo uomo è stato Davide Gabardo del Pilates Studio Bassano. Tra i presenti anche il minorenne Davide Caverzan, accompagnato dal padre Fabio.
Salima Barzanti
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