Selvana in lutto, è morto Emilio Ganassi

Si è arreso l’altro pomeriggio, alle complicazioni di una polmonite.
Emilio Ganassi aveva 95 anni. Selvana - e non solo – piange un autentico personaggio, il patriarca, l’uomo che aveva dato il nome a un bar che pure aveva rilevato da altri. E ancora un «antico» segretario del calcio Selvana, l’uomo che ancora fino a poco tempo fa pedalava per il quartiere.
Selvana perde un’istituzione, al di là del bar, oggi un riferimento per una città intera, in particolare per chi vive nel quadrante a nordest del centro storico.
In tantissimi, ieri, non volevano crederci, e si sono arresi solo quando hanno visto le serrande del bar chiuse. Hanno capito che Emilio, - ma per qualcuno anche «Milio» - se n’era andato.
In realtà, dietro quel bancone Emilio aveva fatto poco più di 10 anni, a cavallo fra anni ’80 e ’ 90. Ma in precedenza, alle spalle poteva vantare una vita di lavoro nella distribuzione delle bibite, insieme con Da Pian. Andavano in giro con i cavalli, nel secondo dopoguerra.
Ganassi era tornato dalla guerra dopo essere scampato al disastro di Russia e alla ritirata. Un’esperienza indelebile, anche per lui: con gli amici ha sempre insistito sulla fortuna di essere sopravvissuto a quella drammatica pagina di storia.
In pochissimi anni, aveva lanciato il bar di Selvana, al punto da dargli il suo nome (in precedenza lo gestiva un’esponente della famiglia Goppion) . E aveva deciso, quando il figlio Stefano era cresciuto, di lasciargli il locale, sempre più «cuore» del quartiere e delle attività che giravano attorno alla parrocchia, in particolare nel periodo in cui parroco è stato l’indimenticabile don Egidio Imoli.
Fra le sue passioni, il calcio, con l’impegno nella società parrocchiale, e l’Inter, di cui era sfegatato tifoso.
Adesso il suo bar - guidato dal figlio e dal socio Fabio Rui - è diventato un autentico tempio dell’aperitivo fuori porta, e vanta una tribù di affezionati, in lutto assieme al quartiere.
Ganassi lascia i figli Stefano. che con il socio Fabio Rui ora ha le redini del bar, Simonetta, Lia. la seconda moglie Adeliade (era rimasto vedovo a metò degli anni ’90), una sorella e i nipoti.
Martedì mattina, alle 10 l’addio, nella chiesa di Cristo Re, i funerali. Saranno in tanti a rendergli l’estremo saluto. Poi la cremazione, al Supremum vale di Santa Bona.
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