Sei anni a lezione nei container «Nuova scuola, lavori a breve»

Il sindaco Perencin: «Togliere i bambini dai prefabbricati  resta il nostro obiettivo principale, ci impegneremo a fondo per questo»

FARRA DI SOLIGO

Entro l’anno inizieranno i lavori della nuova elementare Rodari a Col San Martino: intanto i bambini rimarranno nei container almeno fino al 2023. Gli anni da passare nei prefabbricati, dai due che erano stati annunciati nel 2017, saranno alla fine almeno 6 (e non è da escludere possano aumentare). Ci saranno uomini e donne, un domani, che scavando tra i ricordi d’infanzia potranno raccontare - senza alcun vanto in realtà - di aver svolto la propria carriera scolastica delle elementari non in un normale plesso, ben servito e funzionale, bensì tra gli spazi (seppur efficienti e moderni), di container prefabbricati. Una situazione, per genitori e bambini della elementare Rodari oggi situata in via temporanea a ridosso della media Zanella di via Brigata Mazzini, che dovrebbe migliorare concretamente nel giro di un paio d’anni. Poche sere fa infatti, nel corso del consiglio comunale di Farra di Soligo, l’amministrazione in carica capeggiata dal sindaco Mattia Perencin, approvando il piano delle opere pubbliche per il triennio 2021-2023, ha annunciato per l’anno in corso l’apertura dell'atteso cantiere per la costruzione della nuova elementare di Col San Martino. «A breve, cercheremo di portare a termine la trattativa con i proprietari dei terreni su cui è in progetto di erigere la primaria - ha confermato il sindaco - nel frattempo aprirà anche il bando di vendita per i quattro lotti delle “Pergole”, da cui trarre somme utili per coprire le spese (la vendita dovrebbe portare nelle casse comunali circa 200mila euro). Per noi togliere i bambini dai container e dare una scuola nuova ed efficiente ad alunni e genitori è l’obiettivo principale, come ribadito in campagna elettorale. Ce la faremo». Un progetto da oltre 2,5 milioni di euro, l’ente potrà usufruire di un corposo contributo ministeriale da 1,8 milioni per i lavori. Resta cruciale il nodo terreni: «La nostra volontà - conclude Perencin - è quella di trovare un accordo bonario con i privati, senza dover ricorrere agli espropri». —





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