Segregata per 6 anni Il marito la minaccia: «Tu esci? Ti uccido»

Per sei anni è rimasta chiusa in casa, costretta a rispettare solo e unicamente una legge: quella del marito trent’anni più anziano di lei. Una storia drammatica, raccolta due giorni fa dagli agenti delle volanti della polizia, chiamati ad intervenire dopo la telefonata allarmata della donna.
Al 113, la 35enne, originaria del Burkina Faso, ha chiesto aiuto più volte. «Mio marito mi vuole uccidere, vi prego fate presto». Quando gli agenti sono arrivati sul posto si sono trovati davanti una storia di incredibile e purtroppo sempre più comune violenza domestica.
Marito e moglie, sessantacinque anni lui, 35 lei, si erano sposati sei anni prima in Africa, probabilmente un matrimonio combinato. Poi erano arrivati in Italia dove lui aveva iniziato a lavorare (nonostante l’età) e lei era stata chiusa in casa ad accudire il primo figlio). Mesi duri, seguiti nel giro di due anni da un’altra gravidanza e dalle nuove imposizioni del marito che più passava il tempo più la stringeva sotto il suo assoluto controllo.
L’Eldorado dell’Europa, dell’Italia, di una vita moderna, per la ragazza si è trasformato in breve in un incubo, una prigione fatta di ordini, imposizioni di ogni genere dall’assoluto divieto di uscire di casa.
Unica eccezione le rarissime occasioni in cui l’uomo si faceva affiancare in qualche breve uscita. «Non mi ha mai picchiato» pare abbia detto la straniera agli agenti, «ma ho paura, tanta paura». Scavando tra la diffidenza e il timore di gravissime conseguenze per la sua incolumità, gli agenti sono riusciti così a scoprire dala donna che il marito, davanti alla sua richiesta di uscire per fare alcune commissioni, le aveva risposto violentemente: «Tu prova ad uscire e io ti taglio la gola, ti ammazzo». Una minaccia a cui la 35enne non ha esitato a credere, visto lo sguardo duro del marito. La decisione di violare la prigione e chiedere aiuto è partita da lì, da quelle parole crudeli dopo sei anni di esasperante reclusione in casa. «Aiutatemi ho paura» ha detto infine agli agenti. La polizia, registrata la denuncia della donna, ha messo l’abitazione sotto particolare sorveglianza e pare che a breve girerà il caso all’attenzione dei servizi sociali del Comune. «Purtroppo» dicono dalla Questura, «i casi di maltrattamenti in casa, violenze domestiche, costrizioni sono in aumento, e tantissimi vengono ancora celati dietro una cortina di silenzio. Le donne vittima di queste situazioni devono chiedere aiuto». Non si tratta solo di stranieri. Nei verbali della questura e dei carabinieri ci sono anche molti casi che riguardano coppie italiane.
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