Aule freezer, nuovi disagi e proteste. Tecnici al lavoro per riaprire lunedì 12 gennaio
Il caso degli istituti scolastici nella Marca con il riscaldamento che non funziona. Palestra gelida, è sciopero al Palladio. Problemi anche alle don Milani a Treviso. Domenica task force in campo per preparare le scuole

Task force di tecnici al lavoro anche domenica 11 gennaio per scongiurare nuovi blocchi delle caldaie delle scuole e garantire lunedì 12 una ripresa delle lezioni senza intoppi. Ma i disagi, intanto, continuano, e molte scuole continuano a fare i conti con temperature insostenibili per docenti e studenti.
I casi principali
Al Palladio sabato mattina erano ancora al freddo laboratori e palestra: dopo tre giorni in aule freezer, con temperature fra i 15 e 16 gradi (ieri 14,5 in palestra alle 11), gli studenti dell’istituto di via Tronconi hanno disertato in massa le lezioni, sommando 962 assenze su mille iscritti.
Il Comune di Arcade annuncia la chiusura lunedì delle medie per un guasto all’impianto di riscaldamento. Problemi anche per la palestra delle elementari Don Milani, a Treviso, inaugurate un anno e mezzo fa: venerdì sera si è riscontrato il guasto di due schede delle pompe di calore, una è stata ripristinata subito e l’altra si sostituirà nel breve. Nessuna criticità per le aule, mentre per il riscaldamento della palestra si attende la consegna di una nuova scheda già ordinata.
I monitoraggi
Lo sciopero al Palladio è matura dopo quello attuato venerdì dai ragazzi del Luzzatti, succursale del Riccati e Duca: lì sabato le temperature sono risalite a 18 gradi e gli studenti del liceo hanno ripreso regolarmente le lezioni (in via precauzionale i colleghi del Riccati sono stati trasferiti nella sede centrale in piazza Vittoria).
Perché così tanti impianti sono andati in panne in contemporanea? Al netto delle contestazioni che intende muovere verso il gestore, la Provincia pone l’accento sulla combo micidiale degli ultimi giorni: la chiusura dei plessi per le festività natalizie e l’abbassamento vertiginoso delle temperature a cavallo dell’Epifania. E puntualizza di aver dato indicazione di riaccendere le caldaie con congruo anticipo, già il 3-4 gennaio: è stato fatto?
Sabato il Sant’Artemio ha verificato la situazione in tutte le scuole che avevano evidenziato criticità, la dirigente Marina Coghetto ha controllato di persona le temperature di aule e corridoi. C’è stata anche una riunione con le aziende della manutenzione e “lo stato di salute” delle caldaie sarà monitorato per tutta la giornata di oggi, con l’obiettivo di scongiurare nuovi disservizi.
La protesta
A prendere la scena, nelle ultime ore, è il caso del Palladio. Già all’Epifania, era emersa un’anomalia: i tecnici erano intervenuti, il problema pareva rientrato. Alla ripresa delle lezioni, però, una decina di aule registrava una temperatura attorno ai 15 gradi. Venerdì un nuovo intervento dei tecnici: situazione in via di risoluzione, ma ieri le temperature in alcuni laboratori al piano terra e in palestra (14. 5 gradi) risultavano ancora basse. E gli studenti hanno scioperato: rifiutandosi di entrare o rimanendo direttamente a casa. E trovando anche una sponda in docenti e dirigenti.
«Le temperature, nei giorni scorsi, erano inaccettabili», attacca Rita Salvadori, dirigente del Palladio, «venerdì alle 10, nelle aule della zona nord, abbiamo rilevato 15 gradi. I tecnici sono intervenuti e la situazione si sta risolvendo, anche se laboratori e palestra restano freddi. Avevo suggerito agli studenti un comunicato congiunto con la scuola, ma hanno preferito scioperare: avrebbe avuto più senso farlo nei giorni precedenti».
Mattia Sponchiado, rappresentante degli studenti del Palladio, va giù duro: «Il nostro sciopero è stato contro la Provincia e il gestore, non la scuola che ha fatto tutto il possibile. Non escludiamo un’altra protesta, se in futuro il problema si dovesse ripresentare. C’erano temperature troppo basse per fare lezione: si poteva fare più prevenzione».
Le altre scuole
A Oderzo rimanevano sabato criticità all’Obici, dove è in corso il ripristino delle temperature, e al Sansovino, dove gli alunni sono tornati però in classe.
Impianti pienamente riattivati al Verdi di Valdobbiadene e al Veronese di Montebelluna, in via di risoluzione i disagi del Da Collo e Marconi a Conegliano. Situazione migliorata pure al Canova, dove nei giorni scorsi si è ricorso in un’aula a una stufetta.
Tirano un sospiro di sollievo, nel contempo, gli studenti della succursale del Duca: al secondo e terzo piano del Luzzatti il termometro indicava 18 gradi, dopo il gelo dei giorni precedenti. «Tanto tuonò che piovve», esordisce Emilia Imbrenda, dirigente del Duca, «dopo svariate chiamate e mail, abbiamo avuto conferma venerdì pomeriggio della risoluzione del problema. Ora speriamo che lunedì non ci sia un altro blocco. Era fondamentale garantire il benessere a tutta la comunità scolastica: studenti, docenti, Ata».
Lunedì 12, quindi, la prova del nove: si torna in aula dopo un giorno di caldaie spente, la speranza è che per la ripartenza post natalizia sia davvero la volta buona.
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