Scrive all'ex violentata: «Perdono»

Il quarantenne arrestato dopo l'aggressione della donna con cui aveva avuto una relazione, è ancora in carcere. Ieri si è sentito male in tribunale. Drammatico interrogatorio dell'accusato. «Il fucile? Volevo suicidarmi»
CONEGLIANO. «Ti chiedo perdono per quello che ho fatto. Ma non sono un violentatore». Lo ha scritto alla ex fidanzata F.B., il quarantaduenne di Codognè arrestato lo scorso giugno con l'accusa di aver stuprato la donna dopo averla ammanettata e minacciata con un fucile. L'uomo, che aveva chiesto di essere interrogato, è stato sentito ieri in tribunale dal pubblico ministero Barbara Sabattini. La deposizione è durata oltre due ore e F.B. ha dovuto uscire dallo studio del magistrato per un malore. «E' vero, avevo il fucile, ma era per me: volevo sucidarmi», ha dichiarato l'uomo.


La vittima aveva raccontato un pomeriggio di terrore in balìa dell'ex che, entrato in casa con una scusa, l'aveva prima aggredita con lo spray urticante, poi minacciata con un fucile, quindi ammanettata e infine violentata. F.B., che si trova in carcere da fine giugno, quando è stato arrestato dai carabinieri a seguito della denuncia della donna, ha chiesto al magistrato di essere interrogato per fornire la sua versione dell'accaduto. Una ricostruzione che coincide, per molti aspetti, con quella fornita dalla ragazza. Tranne per la contestazione principale: quella di stupro. F.B. ha negato di aver costretto la giovane a un rapporto sessuale. Ha però ammesso di aver portato con sè il fucile da caccia del padre: «Non intendevo usarlo contro di lei, volevo suicidarmi», ha spiegato l'uomo al magistrato. Una deposizione lunga, durata oltre due ore. L'uomo si è detto pentito dell'accaduto e, a questo proposito, ha scritto una lettera alla ex chiedendo perdono.


Ma anche precisando di non essere un violentatore. F.B. si trova ancora in cella e ieri il suo difensore, l'avvocato Andrea Franchin, ha presentato istanza per ottenerne la scarcerazione e la più lieve misura degli arresti domiciliari. F.B. aveva un precedente: era finito nei guai per le molotov lanciate contro la base militare americana di Aviano e aveva patteggiato 1 anno e 5 mesi. Poi, il 21 giugno scorso, c'è stata l'irruzione in casa della ex compagna con la quale aveva avuto una relazione e una convivenza tra l'aprile 2005 e il maggio 2006. Il rapporto si era deteriorato, ma F.B. non aveva accettato la rottura, scatenando l'aggressione. «Siamo pronti ad affrontare il processo - commenta l'avvocato Andrea Franchin - Il mio assistito può avere avuto un momento di follia, ma non c'è stata violenza sessuale». Nessun commento al momento da parte dell'avvocato Daniele Bellot, che assiste la donna.

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso