Sciopero all’ex Sima «Stanno spostando gli uffici a Bologna»
PREGANZIOL. Otto ore di sciopero ieri alla Operosa Impianti di Preganziol, ex Sima. A incrociare le braccia 20 dei 160 dipendenti attivi nella ditta di manutenzioni e impiantistica. A far scattare le protesta è stato l'accentramento verso la sede di Bologna dell'amministrazione e dell'ufficio gare e appalti deciso a gennaio, che segue quello dell’amministrazione avvenuto lo scorso febbraio. Coinvolti nella riorganizzazione una decina di dipendenti. «L’azienda fa parte di una grossa cooperativa bolognese che conta oltre 2 mila dipendenti», dice Franco Baggioli della Fiom di Treviso, «i lavoratori sono preoccupati che dietro i trasferimenti ci siano un progetto più ampio di ristrutturazione della coopertiva. Se ci dovessero essere eventuali problemi o necessità da parte dell’azienda vorremo saperlo, anche perché si possono attivare aiuti e ammortizzatori sociali». Una tesi rigettata da Giovanni Rocco dell’Opersa Impianti: «Stiamo solo riorganizzando la struttura, non è in corso alcuna ristrutturazione, come crede invece il sindacato. La nostra azienda è ben strutturata e il lavoro non ci manca. Chiaramente la crisi c'è per tutti, soprattutto di carattere finanziario. Abbiamo scelto di operare il trasferimento di due uffici per rimanere sempre più forti sul mercato. Non abbiamo problemi di sorta. Certo se si rimane fermi all'antico sarà difficile affrontare il futuro. Alcuni addetti hanno declinato la proposta di trasferimento. A questi abbiamo proposto di tornare a lavorare in produzione». Nel 2010 l’ex Sima contava su 25,7 milioni di euro di ricavi contro i 20 milioni del 2009, fetta consistente dei 60 milioni registrati dalla cooperativa capogruppo. L’azienda, grazie ai suoi numerosi dipendenti dislocati nelle 4 sedi operative di Treviso, Bologna, Roma e Catania, e al parco automezzi che supera le 130 unità, copre commesse su tutto il territorio nazionale. Una storia partita nel 1985 cresciuta sulla fornitura di servizi di manutenzione degli impianti: dal solare alle telecomunicazioni fino agli impianti idraulici ed elettrici. «L’azienda è molto conosciuta sul mercato», continua Baggioli, «l’impressione è che ci sia un preoccupante alleggerimento della filiale di Preganziol. Qui si è sempre lavorato bene. Vorremo però che la cooperativa intrattenessi rapporti sindacali più trasparenti. Per i dipendenti hanno paura che questi siano dei licenziamenti mascherati».
Enrico Lorenzo Tidona
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