Satira ai Trecento, il ritorno di Beppe Mora

L'illustratore, vignettista, pittore trevigiano espone a Treviso dopo anni di assenza dalle sale del capoluogo. Una mostra antologica senza esclusione di colpi.. e curiosità
Beppe Mora
Beppe Mora

Se il buon dio esiste (e il dibattito resta aperto), di certo si è ricordato di distribuire dei doni magici agli artisti, ricordandosi che il linguaggio del segno è universale. Questo per dire che anche senza la parola scritta Beppe Mora sarebbe, comunque, uno dei più grandi vignettisti europei. Il segno, il graffio, usato come presa in giro ma sorpattutto come arma definitiva, contraddistingue ciò che ha fatto, in questi anni, per il più giovane dei giornali italiani "veri".

Sul Fatto Quotidiano, l'autore trevigiano, forte delle grandi esperienze del passato con "bande irriverenti" quali l'immenso Cuore e il piccolo ma acutissimo Malox, colpisce quasi quotidianamente al plesso solare i lettori e le vittime della sua satira, creando un binomio inscindibile con il quotidiano più "dispettoso" d'Italia. Tutto questo potrebbe bastare, ma a Treviso qualcuno ci tiene a vantarsi di "avere" Mora. Ecco spiegata la disponibilità del Palazzo per antonomasia, quello dei Trecento, per una mostra che mette in rassegna alcune tra le migliori vignette pubblicate da Mora sul Fatto Quotidiano, di cui oggi è collaboratore

Siccome Mora è anche un maestro del copy, ecco pronto il titolo mirato: "300 Vignette dal Palazzo".

ORARI La rassegna, patrocinata dalla Confcommercio, si inaugura sabato 6 dicembre alle 18 e si chiuderà il 31 dicembre. Porte aperte dalle 10 alle 19 nei sabati 6, 13, 20, le domeniche 7, 14 e 21, lunedì 8 e mercoledì 24. Tutti gli altri giorni, 25 e 26 esclusi, aperto dalle 17 alle 20.

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