Saras, conciliazione saltata Fa causa ai fratelli Moratti

Gli imprenditori milanesi non si sono presentati all’udienza in Curia Mercatorum Un trevigiano chiede 2 milioni euro persi nell’investimento sulla loro società
Di Giorgio Barbieri
Una vista dal'alto del palazzo della Borsa in piazza Affari, in una foto d'archivio. Piazza Affari accelera mentre si allentano le tensioni sui nostri titoli di Stato. Il Ftse MIb sale del 2,24% a 15.560 punti. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
Una vista dal'alto del palazzo della Borsa in piazza Affari, in una foto d'archivio. Piazza Affari accelera mentre si allentano le tensioni sui nostri titoli di Stato. Il Ftse MIb sale del 2,24% a 15.560 punti. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

I fratelli Moratti, Massimo e Gian Marco, non si sono presentati all’udienza di conciliazione ed è così formalmente partita l’azione legale nei loro confronti da parte di un imprenditore trevigiano. Questi ha chiesto al patron dell’Inter e al fratello 2 milioni di euro per il deprezzamento delle azioni della Saras spa subito dopo la loro quotazione in Borsa. Sotto accusa sono finiti i titoli acquistati dal trevigiano il 18 maggio 2006, data del collocamento, attraverso una società del Lichtenstein, la Gersec Trust di Vaduz. In tutto 375.652 azioni ordinarie della Saras al prezzo singolo di 6 euro e per un controvalore di 2.253.912 euro. Collocate in borsa però le azioni sono di fatto crollate con una svalutazione, risalente al 13 gennaio scorso, dell'80,30%.

Gli industriali milanesi avrebbero dovuto comparire davanti alla curia mercatorum di Treviso per il tentativo obbligatorio di mediazione che precede la causa civile. Così non è avvenuto e la causa è ora formalmente partita. A seguito del collocamento in Borsa delle azioni Saras c’era però stato il collo del titolo con una svalutazione, alla data del 13 gennaio scorso, dell'80,30%.

Già nel 2007 il crollo dei titoli aveva allertato alcuni investitori che avevano presentato un esposto in Procura a Milano. L'ipotesi di reato? Che il prezzo fosse stato gonfiato ad arte anche attraverso la manipolazione del prospetto informativo (il documento destinato al pubblico). La magistratura milanese archiviò l’inchiesta, rilevando comunque delle anomalie che hanno spinto gli investitori a prendere in considerazione la via della causa civile.

Ed è appunto quello che ha deciso di fare l’imprenditore trevigiano che ha chiamato in causa innazittuto la società emittente, vale a dire la Saras spa (forma abbreviata per le Raffinerie Sarde) e gli azionisti venditori che sono Gian Marco e Massimo Moratti. Molti altri i soggetti che figurano nell'atto di citazione tra cui la PricewaterhouseCoopers spa, società di revisione, la Morgan Stanley e Co. quale soggetto del collocamento istituzionale, la Banca Imi spa responsabile del collocamento dell'offerta pubblica, la Jp Morgan quale global coordinator.

Il valore della causa supera i 2 milioni di euro, mentre per quanto riguarda l'ammontare dei danni richiesti sono state fatte diverse ipotesi: la cifra più bassa sollecitata è comunque di 525 mila euro.

Il tentativo di conciliazione poteva essere aperto presso un qualsiasi organismo deputato alla mediazione. In questa caso era stata decisa la sede trevigiana della curia mercatorum, davanti alla quale erano chiamati a comparire i fratelli Moratti.

A portare avanti l'azione civile è lo studio legale Calvetti & Partner che, grazie ad un accordo un accordo di consulenza con Martingale Risk Italia, società di ingegneria finanziaria specializzata nel pricing e risk management di prodotti derivati e nei servizi di transaction advisory, intende fornire assistenza ai risparmiatori vittime di frodi finanziarie nel campo dei prodotti derivati. L'obiettivo della causa civile, dunque, oltre a recuperare il danno subìto, è quello di fornire un precedente.

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