Saldi, agosto è partito fiacco Locali: solo di sera si lavora

Non serve spingere al massimo l’aria condizionata nei negozi del centro perché il via vai dalle porte non c’è. E il calore resta più fuori di quanto ci si aspettava e sperava. Il bilancio della prima settimana di saldi estivi è infatti «tiepido», come lo definisce il presidente Ascom Federica Capraro. Il rimbalzo post Covid è stato molle per tre ragioni: timore, risparmi, turismo.
Il bilancio
Molti negozianti hanno esposto sconti e promozioni a luglio anticipando di un mese la data di avvio dei saldi. Una mossa apparentemente controcorrente dopo le annose polemiche sull’avvio delle svendite in luglio che avevano portato a spostare la data al primo agosto. Ma gli sconti (ammessi dalla Regione), si sperava potessero essere un trampolino per il rilancio del commercio post lockdown. Non è stato proprio così.
«I negozi del settore moda in saldo registrano meno incassi rispetto al passato» fa il quadro il presidente Ascom, «sia perché i consumatori erano abituati ad avere le svendite a luglio, e devono abituarsi. Sia per la situazione di incertezza che ancora incide sulle abitudini quotidiane della gente e sulle loro scelte economiche. I consumatori» spiega Capraro, «non hanno la mente libera, portata all’acquisto». Il bilancio va fatto poi valutando i singoli settori. «Chi si salva sono i locali che lavorano con l’aperitivo o le cene di sera e che registrano un calo di fatturato oggi di circa il 10% solo, quindi bene; l’alimentare è allo stretto necessario e non c’è l’acquisto pre vacanziero. Molto più in difficoltà chi lavora a pranzo che come la ristorazione in genere conta un –30%. Gli alberghi? Ancora semi vuoti e tanti chiusi: l’ospitalità è a quota –65%/70%», sottolinea il presidente Ascom. La recente chiusura del Ca’ del Galletto e lo stop all’attività delle società che gestiva l’Hotel Scala sono indicatori emblematici.
Il peso del turismo
La relazione della Confcommercio evidenzia come Treviso e gli altri centri della provincia registrano molti più residenti rispetto all’agosto passato, ma hanno visto sparire i turisti. Con l’aeroporto Chiuso è venuto meno tutto l’indotto dei tantissimi che per vedere Venezia e dintorni si fermavano a Treviso, ed è sparito quello di chi sceglieva Treviso come destinazione e difficilmente farebbe scalo in Laguna per arrivare qui. «Ora si capisce quindi chiaramente l’impatto dato dagli arrivi dall’estero anche sul commercio» spiegano da Ascom, «chi arrivava qui in vacanza era molto propenso alla spesa e spesso compensava gli incassi “persi” dai trevigiani in vacanza. Ora ci sono alcuni trevigiani in vacanza, altri che restano ma non spendono, e non ci sono gli stranieri».
Incognite sulla ripresa
Tutti stanno cercando di remare nella stessa direzione, ma mai come oggi non hanno altri mezzi se non i loro. Non ci sono (e non possono esserci) eventi di richiamo per i turisti (comprese la grandi mostre che comunque a Treviso non avevano dato il traino sperato), non è chiaro se ci saranno occasioni di ripresa nel breve, e non c’è alcuna certezza sulla riapertura dell’aeroporto Canova. Tocca rimboccarsi le maniche e molti hanno deciso di aprire all’e-commerce prima mai sperimentato. –
F. D. W.
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