Ruba da un'auto: «Avevo fame»
Casale, scagionata la complice del furto all'iper

CASALE.
Non sapeva come fare per arrivare a fine mese con l'assegno di accompagnamento di poche centinaia di euro, così aveva deciso di rubare una borsa lasciata all'interno di una macchina davanti al supermercato: a processo per direttissima con l'accusa di furto aggravato sono finite Gigliola Lucchesi, 58enne originaria di Eraclea, e la complice Bernardina Maior, 53 anni. All'interrogatorio di convalida la Lucchesi ha spiegato al giudice di essere disperata: con un assegno di soli 270 euro al mese e il suo stato di salute precario non riesce in alcun modo ad arrivare a fine mese, e non ha altri mezzi di sostentamento. Rubava per fame, quindi, perchè non ce la faceva più. Per questo motivo sabato scorso, scorgendo una borsa lasciata incustodita all'interno di una vettura parcheggiata davanti ad un supermercato di Casale, non ci aveva pensato due volte: aveva scassinato la portiera dell'auto e l'aveva afferrata, scappando. Ma lei e la sua complice, Bernardina Maior, anche lei originaria di Eraclea, erano state beccate e per loro erano scattate le manette con l'accusa di furto. Durante l'interrogatorio la Lucchesi, oltre ad aver ammesso le sue difficoltà economiche, ha tentato di scagionare la complice affermando che la Maior non avrebbe preso parte al furto: versione che coincide con la testimonianza della vittima che al momento del fatto non avrebbe visto la Maior che si trovava invece all'interno del supermercato. Il processo è stato quindi aggiornato al prossimo 12 dicembre: durante l'udienza le due imputate verranno giudicate con rito abbreviato. Intanto per la Lucchesi, difesa dall'avvocato Alessandra Nava, il giudice ha stabilito l'obbligo di presentazione tre volte a settimana. (s.g.)
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