Rosi: «Se era tutto in regola Traina non restituisca i soldi»

de polo agenzia fotofilm treviso loreìnzo traina nuovo segretaria comune treviso
de polo agenzia fotofilm treviso loreìnzo traina nuovo segretaria comune treviso

«Se il provvedimento che decretava gli stipendi era motivato, come dice il segretario generale, allora non è giusto che Lorenzo Traina restituisca alcunchè». L’onda lunga delle vicenda che sta infiammando il dibattito politico di Conegliano, con il Pd cittadino a gridare alla “stipendiopoli”, arriva immancabilmente anche a Treviso dove si è trasferito per lavoro uno dei quattro dirigenti che avrebbero avuto buste paga più pesanti del dovuto: Lorenzo Traina, oggi segretario generale del Comune di Treviso.

È a lui che tende la mano Franco Rosi, consigliere comunale di opposizione e ex presidente del consiglio di Treviso: «Ho letto che vuole restituire tutto (si tratta di circa 4mila euro, ndr)» dice, «ma non capisco come mai se tutti i provvedimenti erano in regola come dice. Il lavoro va pagato, e quel che è giusto deve essere dato» segue Rosi rivolgendosi a Traina, con cui più di una volta ha avuto a che dire in consiglio comunale ai Trecento.

«Io nel merito della vicenda no voglio entrare» segue il consigliere di Treviso Civica, «anche perchè io, a differenza di Traina, preferisco stare al mio posto e non sconfinare in ambiti che non mi appartengono come invece lui fa con regolarità. Ma questo è un altro paio di maniche...», chiosa infine Rosi il cui invito si allarga anche all’ex comandante della polizia locale di Treviso, ed ex uomo di punta della dirigenza del Comune Maurizio Tondato (andato i pensione giusto un anno fa), anche lui nella lista di quanti sono stati chiamati a restituire i soldi al Comune di Conegliano (per lui la richiesta di rifondare circa 11 mila euro) .

Anche Maurizio Tondato si è detto sicuro di voler chiudere la partita subito, restituendo i soldi, senza andare avanti nel contenzioso che aveva chiamato in causa la Corte dei Conti. «Era stato aperto un procedimento per una delibera del 2017, la realtà era completamente diversa nel 2008», ha spiegato l’ex comandante del corpo di via Castello d’Amorea Treviso, «io e il dottor Minardo non c’entravamo niente, nel 2008 i provvedimenti erano pienamente legittimi, rimane una grande amarezza. Ma una causa si trascinerebbe per anni, farò della beneficenza e spero che almeno questi importi vengano devoluti a favore del territorio e delle persone che hanno bisogno, per il sociale». —

F.D.W.

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso