Si picchiano fuori da scuola e vengono ripresi, scoppia il caso: «Studenti ai lavori utili»
La rissa avvenuta di fronte all’istituto Lepido Rocco di Motta di Livenza accende il dibattito politico. La violenza si è consumata tra due minorenni che si sono picchiati in via Contarina, davanti all’istituto professionale. Intorno a loro altri hanno assistito, filmato e pubblicato sui social la scena

La rissa avvenuta di fronte all’istituto Lepido Rocco di Motta di Livenza accende il dibattito politico in paese. Il sindaco Alessandro Righi è intervenuto per chiedere rispetto delle regole, mentre il gruppo di minoranza Uniamo Motta presenterà un’interrogazione. La violenza si è consumata tra due minorenni che si sono picchiati in via Contarina, davanti all’istituto professionale. Intorno a loro altri hanno assistito, filmato e pubblicato sui social la scena.
Le riprese
Il video della rissa è stato postato da un utente attorno alle ore 20.30 di lunedì 5 ottobre nel gruppo Facebook “Motta di Livenza Segnala”, che conta oltre 7.000 iscritti. In pochi minuti il filmato ha ottenuto centinaia di commenti e condivisioni anche se, dopo circa trenta minuti, è stato rimosso. Le immagini mostrano due studenti dell’istituto che si affrontano, passando dalle parole alle mani. Intorno a loro un gruppo di altri ragazzi assiste, pronto a filmare.
A rendere ancora più preoccupante la situazione è stato il comportamento di alcuni tra i presenti. Invece di intervenire per cercare di fermare la rissa o chiedere l’aiuto di un adulto, sono rimasti a guardare, mentre qualcuno ha preso il cellulare per filmare quanto stava accadendo. Il confronto, partito dal marciapiede, si è spostato in un breve lasso di tempo anche lungo la careggiata, costringendo le automobili in transito a rallentare e a fermarsi per non investirli. A interrompere la rissa è stata una donna che, accortasi di quanto stava accadendo, è intervenuta per allontanare i due ragazzi.
I provvedimenti
Un episodio che, secondo quanto emerso, non sarebbe isolato. Il personale della scuola era già a conoscenza della situazione. Nei confronti dei due studenti sono stati adottati i primi provvedimenti disciplinari: entrambi sono stati sospesi e si trovano attualmente a casa, in attesa di ulteriori decisioni che saranno assunte dal consiglio d’istituto.
La rissa è avvenuta all’esterno dell’istituto e, come spiegato dal dirigente scolastico, la scuola non ha giurisdizione diretta su quanto accade fuori dai propri spazi. Un elemento che rende necessario il coinvolgimento delle famiglie e delle istituzioni del territorio. Sul caso è intervenuto anche il gruppo di minoranza Uniamo Motta: ha annunciato la presentazione di un’interrogazione in occasione del prossimo consiglio comunale. I consiglieri chiedono che quanto accaduto non venga considerato una semplice «bravata» tra adolescenti, ma che venga affrontato con attenzione e responsabilità.
L’interrogazione
«La rissa davanti alla scuola non può essere liquidata come una semplice ragazzata», hanno specificato, «riteniamo particolarmente preoccupante anche il comportamento di quei ragazzi che, anziché intervenire per fermare la situazione o chiedere aiuto, hanno scelto di riprendere la rissa». Per Uniamo Motta, il fatto che non si tratterebbe del primo episodio analogo, rende necessario non abbassare l’attenzione. «Ci preoccupa inoltre sapere che non sarebbe la prima volta che episodi di questo genere si verificano. Proprio per questo riteniamo che la situazione non debba essere sottovalutata». La minoranza chiede quindi un confronto tra tutti i soggetti coinvolti, dalla scuola alle famiglie, fino alle istituzioni competenti. L’obiettivo, viene sottolineato, non dovrebbe essere soltanto quello di individuare eventuali responsabilità, ma anche di affrontare il problema dal punto di vista educativo. «Davanti a episodi di violenza tra minorenni è necessario interrogarsi e intervenire, coinvolgendo la scuola, le famiglie e le istituzioni competenti, affinché ai ragazzi venga fatto comprendere il peso delle proprie azioni e il rispetto che si deve agli altri», proseguono. «Riteniamo inoltre che, qualora le responsabilità vengano accertate, possano essere valutati anche percorsi educativi e riparativi, compreso lo svolgimento di attività socialmente utili, naturalmente nel rispetto della normativa e delle competenze delle autorità preposte. Non servono né allarmismi né silenzi: serve attenzione. La violenza tra ragazzi non deve diventare la normalità», hanno concluso.
L’appello del sindaco
«Gli spazi pubblici, e in particolare le aree prossime agli istituti scolastici, devono essere luoghi sicuri e rispettosi delle regole. Considerata la presenza di veicoli in transito, la situazione avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Il rispetto delle regole, delle persone e della sicurezza collettiva deve rappresentare un principio imprescindibile di convivenza civile», ha concluso il primo cittadino Alessandro Righi.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








