Rifiuti abusivi nel bosco inchiesta della Forestale

Refrontolo, nello sbancamento ispezionato sono spuntati metalli e piastrelle Messaggi di sostegno all’albergatore che ha segnalato i lavori impropri in collina
Di Andrea De Polo

REFRONTOLO. Indaga il Corpo Forestale sui boschi rasi al suolo tra Refrontolo, Cison e Tarzo. Se l’intervento di sbancamento della collina, da parte di una cantina di Valdobbiadene, sembra regolare, gli uomini della Forestale hanno sollevato più di una perplessità sui materiali usati nei canali di scolo e drenaggio. Al posto di un misto riciclato, infatti, sono stati rinvenuti rifiuti da demolizione: tubi di metallo, piastrelle, calcinacci e polistirolo. La presunta irregolarità non è stata ancora notificata all’esecutore dei lavori, anche a causa di un nodo burocratico. La zona si trova infatti a cavallo di più Comuni. E i tubi di drenaggio si trovano in territorio di Tarzo, quindi sotto la giurisdizione del Corpo Forestale di Vittorio Veneto, mentre il primo sopralluogo è stato effettuato dal Corpo di Valdobbiadene. È di venerdì pomeriggio l’ispezione, dopo la telefonata in centrale di un escursionista e albergatore di Refrontolo che per primo ha documentato quanto sta avvenendo sulle colline del Molinetto della Croda. «Ho notato una grande disponibilità e prontezza da parte degli uomini della Forestale» spiega l’albergatore, Giuseppe Piol. «Li ho accompagnati sul sito, dove stavano lavorando gli operai della cantina. Hanno chiesto le autorizzazioni, che non avevano a portata di mano ma saranno sicuramente in grado di presentare. Li ho portati sul canale in cui si trova la discarica di materiali da demolizione, hanno scattato alcune foto ma la parte visibile è solo una porzione, i tubi di drenaggio corrono per cento metri». Nei prossimi giorni, la Forestale di Vittorio Veneto chiederà agli operai di perforare il terreno in diversi punti, per vedere se il rivestimento a base di piastrelle e calcinacci è stato utilizzato lungo l’intera linea dei canali di scolo. «Ho visto le ruspe lavorare due metri sotto il livello originario del terreno. Ho paura che sotto le nostre colline, nei vigneti di recente costruzione, ci siano altri materiali impropri, come quelli che ho scoperto qui». Mentre la Forestale indaga, continua la protesta, con decine di messaggi di solidarietà e incoraggiamento all’albergatore, soprattutto sui social network. Una battaglia pacifica, che tenterà di coinvolgere le amministrazioni. Per Refrontolo è già stato contattato il vice sindaco, Mauro Canal, perché porti in giunta il caso. L’area abbraccia 40 ettari di bosco che, prima di essere rasi al suolo, appartenevano alla Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane.

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso