«Ridate i contributi all’asilo» Scatta la petizione dei genitori

Le firme allegate alla domanda che la materna Nuvolette invierà al Comune «Bisogna agire in vista delle nuove convenzioni, altrimenti le rette aumentano»



Dopo le lettere inviate al Comune e l’intervento della Regione, ora i genitori della scuola materna Le Nuvolette stanno raccogliendo le firme per far sì che anche l’asilo privato paritario possa avere contributi pubblici come quelli parrocchiali, scongiurando un aumento delle rette. La petizione è stata avviata la scorsa settimana, i rappresentanti stanno raccogliendo le firme di tutti i genitori, che andranno a corredo della nuova richiesta di contributi che nei prossimi giorni la scuola invierà al sindaco Alberto Cappelletto.

«È un diritto di tutti i genitori avere un servizio di qualità ad un costo ragionevole, ma stando così le cose già dal prossimo anno le rette dovranno essere alzate. La decisione di non assegnare contributi a questa scuola», fanno sapere da Le Nuvolette, «si può riverberare in soli due modi: riducendo la qualità del servizio o aumentando le rette. Il mancato riconoscimento del Comune va ad incidere sulle tasche delle famiglie, per questo i genitori hanno avviato la raccolta firme».

Seppur con una certa freddezza il sindaco ha aperto alla possibilità di comprendere anche la materna Le Nuvolette nella convenzione che distribuisce i contributi alle materne paritarie del territorio comunale di San Biagio. Dopo la richiesta di spiegazioni inviata dall’assessore regionale al sociale Manuela Lanzarin, Cappelletto ha fatto sapere che con gli uffici si sta verificando come e se si può fare.

È la prima volta in una settimane di polemiche che il sindaco apre a questa eventualità. D’altro canto alle Nuvolette i responsabili sono certi che la scuola abbia tutte le carte in regola e i requisiti per ottenerli, alla pari delle parrocchiali che oggi si spartiscono 80/100 mila euro all’anno di contributo. Soldi preziosissimi che consentono alle scuole di mantenere uno standard di servizi adeguato all’utenza e di lasciare le rette a prezzi accettabili. Certo, se nella convenzione verrà inserito anche l’asilo di Olmi, la torta sarà più grande o le fette dovranno essere più piccole. Ne gioverebbero comunque 45 famiglie, almeno la metà residenti nel Comune, che portano i loro figli alla materna paritaria di Olmi.

Mancano poche settimane perché la diatriba venga definitivamente sciolta, in un senso o nell’altro. La convenzione quinquennale con le paritarie infatti è scaduta a giugno e in tempi brevi dovrà essere rinnovata, anche per non far attendere troppo gli asili che su quei contributi già oggi devono poter contare per sostenere l’attività scolastica. —





Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso