Borghi del Grappa, fusione in stallo: a Cavaso vince il Sì, ma Castelcucco dice no
Referendum sulla fusione a Cavaso del Tomba vince il Sì con il 65,54%, mentre Castelcucco sceglie il No. Il progetto Borghi del Grappa si ferma, ma la decisione finale spetta alla Regione Veneto

Il referendum sulla fusione divide Cavaso del Tomba e Castelcucco. A Cavaso prevale il Sì con il 65,54% dei voti (738 voti), mentre a Castelcucco vince il No: le due comunità scelgono strade diverse e il progetto di Borghi del Grappa naufraga.
L’affluenza è stata del 33,43% a Cavaso, con 1.131 votanti su 3.383 iscritti, e del 41,62% a Castelcucco. In quest’ultimo Comune la partecipazione sale al 61,75% escludendo gli iscritti all’Aire.
Le ragioni del Sì si fondavano sulla prospettiva di servizi più efficienti e maggiori risorse, mentre il No ha puntato sulla tutela delle identità locali. A favore della fusione erano state sottolineate le possibilità di rafforzare gli uffici, coordinare i servizi e sostenere investimenti. I promotori stimavano contributi statali e regionali per circa 13,1 milioni di euro in diciassette anni. Il progetto prevedeva la sede legale a Cavaso e il mantenimento degli sportelli in entrambi i paesi.
A Castelcucco ha prevalso la scelta di conservare l’autonomia comunale.
La consultazione chiude una fase di confronto e lascia aperti gli interrogativi sul futuro amministrativo del territorio. Le urne hanno espresso due risposte differenti; gli esiti ufficiali e i passaggi previsti dalla normativa chiariranno ora le conseguenze per il progetto di fusione. Quello che si è svolto nei due Comuni il 25 e 26 ottobre infatti è stato un referendum di tipo consultivo, mentre alla Regione spetta il compito di legiferare sull’effettiva fusione dei Comuni.
«Abbiamo impostato una campagna basata su aspetti di natura troppo tecnica», ha commentato il sindaco di Castelcucco Paolo Mares. «Quella dei cittadini è stata una scelta di cuore e non va vista come contro l’amministrazione. Forse siamo stati troppo bravi, il cittadino ha una percezione diversa dalla realtà dei fatti».
Delusione è stata espressa dal sindaco di Cavaso Gino Rugolo. «Ringrazio i cittadini che hanno colto la nostra proposta, di stampo amministrativo. Era una battaglia che andava fatta, una battaglia di verità che dice che i nostri Comuni così come strutturati non possono continuare».
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