Bici in stazione a Treviso, retromarcia sulle rastrelliere. Annullata la rimozione

Verranno tolte solo quando sarà pronta un’alternativa, sospiro di sollievo per i pendolari. Le nuove strutture non bastano: il bike park a lato dello scalo è finito ma chiuso da mesi

Costanza Valdina
Le rastrelliere in stazione a Treviso
Le rastrelliere in stazione a Treviso

Le rastrelliere all’ingresso del Metropark rimarranno al loro posto, almeno per ora. L’ordinanza di Ca’ Sugana che ne disponeva lo spostamento è stata revocata un giorno dopo la sua pubblicazione.

Il primo provvedimento era comparso nell’albo pretorio lunedì: prevedeva la rimozione per consentire a Rfi di completare le opere nell’area della stazione e procedere con la successiva asfaltatura. Ora, il nuovo atto. L’intervento è sospeso. E i tanti pendolari che ogni giorno raggiungono la stazione in bici non possono che tirare un sospiro di sollievo.

Cosa succederà

Lo spostamento avverrà soltanto quando il nuovo sottopasso della stazione sarà tornato pienamente operativo e la nuova velostazione sarà aperta e utilizzabile. Due condizioni ritenute necessarie per evitare che, nel passaggio da una soluzione all’altra, siano i pendolari a pagare il prezzo dei lavori.

«Abbiamo ritenuto necessario intervenire per evitare che tutti coloro che raggiungono quotidianamente la stazione in bici si trovassero senza un numero adeguato di posti», spiega Sandro Zampese, assessore ai lavori pubblici, «la riqualificazione procede: porterà nuove infrastrutture e servizi, ma è fondamentale accompagnare questa fase senza creare disagi».

Geografia in evoluzione

«Le rastrelliere rimarranno dove sono fin quando il nuovo sottopasso sarà pienamente funzionale», conclude Zampese. Erano state posizionate lì quando Rfi aveva avviato i lavori per realizzare l’area di sosta dei taxi e gli stalli per le persone con disabilità, proprio nello spazio dove un tempo si trovava il deposito delle bici.

Una sistemazione provvisoria, nata per accompagnare il cantiere e garantire comunque un posto ai veicoli a due ruote durante i lavori. Ma, col tempo, la soluzione provvisoria è divenuta stabile, e sopratutto essenziale. Nel frattempo, i lavori per il nuovo piazzale sono stati completati e così una parte dell’area è stata restituita ai ciclisti.

Ma lo spazio messo a disposizione è decisamente più contenuto rispetto a quello che c’era prima. Le nuove rastrelliere vengono riempite quotidianamente e, quando i posti finiscono, le bici sono costrette a spostarsi altrove. Anche verso quelle rastrelliere del Metropark che erano state installate proprio come soluzione temporanea e che, con il passare dei mesi, sono diventate parte integrante della geografia in evoluzione della stazione.

Le alternative

Le alternative, almeno per ora, non sembrano sufficienti. Le nuove rastrelliere realizzate nell’area del piazzale non riescono a contenere tutte le bici che ogni giorno arrivano in stazione. Basta fermarsi a osservarle nelle ore di punta per rendersene conto: gli stalli si riempiono rapidamente e la domanda di spazio continua a essere superiore all’offerta.

Poi ci sono quelle installate sotto il cavalcavia. Ma vengono utilizzate poco, anche perché la loro collocazione non è particolarmente comoda per chi deve raggiungere rapidamente i binari. E, come se non bastasse, sono circondate dai nastri del cantiere.

Resterebbe allora il grande bike park realizzato nell’edificio accanto allo scalo. La struttura è pronta, ma continua a rimanere chiusa. Uno spazio che potrebbe contribuire ad alleggerire la pressione sulle rastrelliere, ma che non è ancora fruibile. E poi c’è via Roma: continua a essere atteso l’intervento di riqualificazione dell’area dei giardini che, almeno nelle aspettative, potrebbe rappresentare un’altra occasione per aumentare gli spazi destinati alle bici.

E la fine del cantiere?

«Ma quando finirà il cantiere?», è forse la domanda più ricorrente tra i pendolari. Un interrogativo che accompagna ormai da più di quattro anni — invece dei due previsti inizialmente — la lunga trasformazione della stazione.

Il caso più evidente è quello del sottopassaggio che corre dai binari fino via Roma. Sono passati mesi dalla chiusura e altrettanti dall’apertura del primo tratto del tunnel, ma il collegamento continua a non essere pienamente fruibile. Gli operai sono ancora al lavoro e, tra le questioni da risolvere, ci sarebbero anche problemi legati alle infiltrazioni.

 

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