Rapicavoli ha lasciato Sant’Artemio, la Provincia non lo sostituirà

Martedì 31 marzo l’ultimo giorno dopo 27 anni di lavoro. La nuova pianta organica cancella il direttore generale. Al suo passo indietro avevano fatto seguito anche le dimissioni di Manuela Bassani

Federico De Wolanski
Carlo Rapicavoli
Carlo Rapicavoli

Il via vai è andato avanti per giorni. Tante strette di mano, tanti abbracci e “in bocca al lupo” fino a martedì 31 marzo, ultimo giorno in Provincia a Treviso per Carlo Rapicavoli, ex direttore generale dell’Ente che ha lasciato S.Artemio dopo 27 anni di lavoro.

Più di un dirigente: un’istituzione; per professionalità, affidabilità tecnica e presenza. Le sue assenze dal 1999 a oggi si contano infatti sulle dita di una mano.

L’addio in sordina

Nei giorni scorsi aveva mandato una mail privata di saluto e ringraziamento a tutti i dipendenti: «Sono qui fino al 31 marzo...». Niente proclami, niente cerimonie o brindisi plateali.

Rapicavoli ha scelto di uscire di scena con un passo di lato, elegantemente, così come ha sempre gestito gli affari interni e personali. Ma il riconoscimento si è palesato nella lunga fila di persone che in questi giorni hanno bussato alla porta del suo ufficio o l’hanno fermato in corridoio. Se non una processione poco ci manca.

Il post fatto alcuni giorni fa da Rapicavoli
Il post fatto alcuni giorni fa da Rapicavoli

E lui, che aveva fatto capire di essere pronto all’addio subito dopo l’insediamento del nuovo presidente ( «Next stop, valutare scelte che verranno» aveva scritto sul suo profilo), ha incassato con gratitudine.

Dopo di lui nessun direttore

Rapicavoli era direttore della Provincia di Treviso dalla bellezza di 19 anni. In vista dell’avvicendarsi della presidenza aveva accettato di proseguire per due mesi l’incarico fino alla chiusura di una selezione, poi ha cambiato idea facendo un passo indietro, e tornando ad essere dirigente. L’avvio dello smarcamento definitivo compiutosi martedì 31 marzo.

Che qualcosa si fosse rotto l’hanno lasciato trapelare anche le parole del neo presidente Marco Donadel: «Un nuovo direttore? Vedremo, non è obbligatorio». E l’ufficializzazione di questa scelta è arrivata tre giorni fa, con l’approvazione della nuova struttura organizzativa dell’Ente dove di qui al 2028 non è più previsto, come in precedenza, il settore “Direzione Generale”. Casella eliminata di netto, come togliere la targa sulla porta.

In Provincia d’ora in avanti ci sarà solo il segretario generale, incarico che proprio nei giorni scorsi è stato conferito a Giampietro Cescon, 60 anni, trevigiano, scelto dopo una selezione tra trentacinque candidature seguita al passo indietro dell’alta dirigente Manuela Bassani, dimessasi quasi in contemporanea al passo indietro di Carlo Rapicavoli (non un dettaglio casuale) nei giorni della riorganizzazione seguita all’elezione di Donadel .

Ora Anci e Upi

Lasciato il ruolo apicale e l’ufficio a S.Artemio, Rapicavoli resta ora direttore di Anci Veneto e di Upi Veneto (il profilo l’ha già aggiornato).

Una posizione primaria mantenuta da anni, ma che qualcuno sussurrava potesse vederlo chiamato a ruoli dirigenziali in altra sede. Lui non commenta, schiva. Si gode affetto, riconoscimenti e pure qualche simpatico biglietto di auguri «per le future battaglie».

L’avvocatura

Catanese, avvocato e giornalista, Rapicavoli è entrato in Provincia quando ancora era in viale Cesare Battisti con la qualifica di dirigente applicata in vari ambiti e settori, dall’ambiente alla finanza, agli affari legali.

Sua la difesa dell’ente in diversi procedimenti in qualità di legale responsabile, ruolo che ora passerà alla gestione del neo segretario generale Cescon, che come Rapicavoli è avvocato, e sotto la cui gestione è stato inserito tutto il settore dell’avvocatura provinciale. Il decreto che sposta l’assetto organizzativo della Provincia è stato firmato due giorni fa, a poche ore da quello che dava conto dell’assunzione di Cescon e dell’eliminazione della casella “direttore generale” dall’organigramma del S.Artemio. 

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