Radicchio, festa flop «Escludere la Pro loco è stato un fallimento»
CASTELFRANCO. La Festa del Radicchio accende la tensione tra l’opposizione e l’assessore alle attività produttive Marica Galante, anche se l’evento dedicato al prodotto tipico castellano per eccellenza deve ancora tenersi. Oggetto del contendere la modalità di gestire gli eventi da parte del comune “in proprio” senza il coinvolgimento della Pro loco che aveva organizzato per 45 anni l’evento che si terrà domenica 15 dicembre.
«Credo» ha detto il capogruppo Pd Sebastiano Sartoretto «che questa amministrazione deve porsi domande su perché la Pro loco non prenderà parte a questa manifestazione. Il compito di un comune non è quello di fare le singole manifestazioni, ma coordinare le attività perché gli eventi continuino nel tempo. È quello che accade in tutti i comuni, ma non a Castelfranco. Il risultato finale è una Pro loco che non funziona. Ma di questo avremo modo di parlarne più approfonditamente». Infatti proprio ai rapporti tra Pro loco e comune sarà dedicata una apposita commissione che si terrà il prossimo 16 dicembre. Una richiesta, insieme a quella di chiarezza sulla Festa del radicchio e del Capodanno in piazza, avanzata dalle opposizioni in consiglio comunale.
L’assessore Galante ha citato i fatti circa il coinvolgimento della Pro loco: «Abbiamo lasciato all’ente la massima disponibilità a qualsiasi iniziativa nel contesto della Festa del Radicchio e ci siano lasciati in ottimi rapporti con il presidente Pinto. Siamo stati noi a suggerire l’ipotesi di organizzare qualcosa dentro le mura piuttosto che in piazza viste le difficoltà espresse dalla Pro loco per uno spazio così vasto. Poi la comunicazione, più volte sollecitata, che per quest’anno non avrebbero organizzato nulla». La festa quindi prevede la premiazione dei produttori del radicchio variegato, uno stand degustazione e una quindicina di bancarelle dentro le mura, il tutto in collaborazione con il Consorzio del Radicchio e la Coldiretti, come nei cinque anni precedenti: «Proprio il fatto che da cinque anni il copione si ripete - ha detto la consigliera di opposizione Tiziana Milani - vuol dire che la città non è cresciuta. Non mettiamo in discussione l’evento, ma il modus operandi. L’assessorato alle attività produttive ha visto l’occupazione di tutti gli eventi in città. Ma è con la collaborazione tra tutti i soggetti che si possono ottenere quei risultati positivi che oggi non ci sono. Abbiamo chiesto più volte che gli eventi venissero calendarizzati anche per venire incontro alle associazioni che sono fatte di volontari. Pensare ad ottobre ad un evento di dicembre è molto tardi».
Ma le opposizioni hanno chiesto lumi anche sulle spese del capodanno «visto che in consiglio lei, assessore, non ha saputo dare risposte» ha spiegato Sartoretto. Alla fine è emerso che per il capodanno in piazza il comune ha stanziato un tetto massimo di ventimila euro, a cui si aggiungerà il contributo dell’Ascom a copertura delle spese.—
Davide Nordio
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