Quasi 13 milioni dal volontariato

Bilancio di fine mandato. Le sfide: servizio civile, salute mentale, padri separati

Tempo di bilanci per il Csv-Volontarinsieme di Treviso, il Centro servizi volontariato che raggruppa 350 associazioni nella Marca. L’endorsement alla reintroduzione del servizio civile obbligatorio, «perché ormai la scuola ha abbandonato l’educazione civica». L’attesa per capire il destino della riforma del Terzo Settore (sotto il cappello dei Csv troverebbero spazio anche associazioni di promozione sociale e fondazioni), congelata con il finire della legislatura e in assenza dei decreti attuativi. Ma anche la preoccupazione per i tagli della Regione alla salute mentale e l’entusiasmo per nuove progettualità, come la realizzazione a Dosson di un alloggio transitorio per padri separati («Perché, pure dalle nostre parti, sono sempre di più a vivere in auto»).

Alberto Franceschini, 70enne montebellunese, traccia un bilancio della sua presidenza triennale e ragiona già in prospettiva: Csv Treviso-Volontarinsieme va al voto sabato 10 marzo (ore 9, all’hotel Ca’ del Galletto) per formare il consiglio direttivo del prossimo triennio, cui poi spetterà, secondo statuto, l'elezione del presidente. Carica per cui si ricandida lo stesso Franceschini, fra i 20 in lizza per i 15 posti del nuovo consiglio. Csv Treviso ha numeri importanti: raggruppa 350 organizzazioni di volontariato, il 70 per cento delle quali agisce in ambito socio-sanitario; i volontari sono 9.300 (dato in aumento) e oltre 89 mila i soci aderenti; il valore economico, stimato sulla base del costo orario, ammonta a 12 milioni e 800 mila euro annui (bilancio sociale 2015).

Passando in rassegna la sua gestione (subentrò nel 2015 ad Adriano Bordignon), Franceschini pone l’accento sull’attuazione di progetti su larga scala come “Stacco”, che ha permesso trasporto e accompagnamento delle persone fragili, inclusi anziani soli da portare nei centri di cura o riabilitazione.

Centrale il sostegno ai Centri di Sollievo per malati di Alzheimer, non meno rilevante l’Università del Volontariato in sinergia con Ca’ Foscari: secondi dopo Milano a introdurla.

Sono decollati gli empori solidali per la raccolta e distribuzione delle eccedenze alimentari, mentre sono state avviate progettualità per un totale di 150 mila euro: dall’accoglienza dei padri separati al contrasto alla violenza di genere.

Mattia Toffoletto

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