Prosecco alla conquista della Francia

Nel regno dello Champagne è raddoppiato in due anni il numero di bottiglie vendute, più 34 per cento nel solo 2012

TREVISO. Alla Francia il prosecco piace sempre di più: i dati parlano chiaro, i francesi consumano sempre più bollicine italiane, soprattutto di prosecco Doc.

Rispetto al 2011 in Francia è stato registrato un +34,2 per cento di consumo di bollicine italiane. Rispetto a due anni fa è raddoppiato il numero di bottiglie, che sono passate da appena 4,4 milioni a 9 milioni. Un dato che rispecchia l’andamento globale dei vini spumanti italiani, che parlano sempre più lingue straniere.

Sempre più sulla cresta dell’onda gli spumanti sono bevuti in 78 Paesi stranieri, con volumi in crescita del 13 per cento, valore al consumo del 19 per cento: nel 2012 sono state 450 milioni le bottiglie made in Italy stappate: di queste all’estero ne sono state consumate 305 milioni, 180 milioni di questi tappi tricolore sono stati tolti nella sola notte di capodanno.

Per oltre il 99 per cento l’export è di spumanti ottenuti con il metodo italiano (Prosecco, Asti, e spumanti) ma è in forte crescita (+21%) anche il metodo tradizionale ( Franciacorta e Trento). Nel mondo (esclusa l’Italia quindi) il consumo di bollicine italiane realizza un giro d’affari di 2,5 miliardi di euro (+19,10% rispetto al 2011).

Dati di assoluto rispetto. Ma che questo trend di sempre maggiore gradimento delle bollicine nostrane venga rispettato anche in Francia, patria dello Champagne, addirittura con percentuale di crescita a 2 cifre fa sorridere (e ben sperare). Ha quasi dell’incredibile. «Il sentiment Italia», dice Giampietro Comolli fondatore dell’ Osservatorio Economico Nazionale, «è molto forte all’estero per tutto quello che ruota attorno alla cucina e tavola. Sono alte la considerazione della qualità, la riconoscibilità e un pizzico di moda. Ma bisogna ridurre l’occasionalità e l’individualità, puntando su continuità, solidità rapporti locali».

In Francia secondo dati non ancora ufficiali, il consumo interno di Champagne, che fino al 2010 si attestava intorno a 175 milioni di bottiglie, già l’anno scorso avrebbe registrato un leggero freno che quest’anno dovrebbe attestarsi sull’8 per cento (fermo anche l’export in Europa, mentre aumenta quello nei paesi extracomunitari). Se il consumo interno rimane complessivamente stabile, la perdita nel consumo dello Champagne è andata a favore di altre tipologie di spumanti tra cui quelli italiani. Il Prosecco nel 2012 ha superato in termini di esportazione sia lo Champagne che Cava: dalle prime stime 205 milioni bottiglie per il Sistema-Prosecco (+20%), 138 milioni di bottiglie per il Mondo-Champagne (-2,2%). Infine un’ultima considerazione: oggi il valore all’origine delle bollicine francesi è di 3,9 miliardi contro gli appena 1,3 di quelle italiane. Ma il valore al consumo per la Francia è di 9 miliardi mentre per l’Italia di 3,6. Segno che il valore del prosecco aumenta nel corso della filiera.

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