Via al processo ai vertici di Casa Zero: quasi mille i testimoni in lista

Si prospettano tempi lunghi prima di arrivare alla sentenza di primo grado

Marco Filippi
TREVISO - UN CANTIERE CON LE IMPALCATURE DELLA SOCIETA' CASA ZERO DI NERVESA DELLA BATTAGLIA
TREVISO - UN CANTIERE CON LE IMPALCATURE DELLA SOCIETA' CASA ZERO DI NERVESA DELLA BATTAGLIA

Al via il processo ai sei imputati legati a Casa Zero, il consorzio che, stando alle accuse contestate dalla procura della Repubblica di Treviso, avrebbe indebitamente incassato crediti fiscali del Superbonus 110% senza portare a termine i lavori.

Le società nel mirino

Quella di ieri, davanti ai giudici del collegio, presieduto da Alberto Fraccalvieri, è stata un’udienza prettamente tecnica nel corso della quale i legali che rappresentano gli istituti di credito, parti civili nel processo, hanno chiesto la citazione come responsabili civili di tutte le società del gruppo ossia Gruppo Zero srl, Casa Zero srl, Consorzio Zero srl, Casa Zero Lombardia srl e Casa Zero Fvg srl. Ciò significa che, in caso di condanna, le banche che avevano monetizzato i crediti fiscali potranno insinuarsi nel passivo delle varie società, anche quelle in liquidazione giudiziale, per fare valere le proprie istanze risarcitorie.

Una lunga lista testi

I tempi del processo si prospettano piuttosto lunghi. Basti pensare che la lista dei testimoni, depositata dalle parti, tra procura e difese, sfiora il migliaio di persone. È chiaro che la lista sarà scremata pesantemente ma le audizioni, soprattutto le prime, saranno lunghe.

Tra loro anche i clienti che si erano così trovati il cassetto fiscale svuotato degli importi sulle opere da realizzare e, in parecchi casi, la casa con le impalcature lasciate lì per mesi e gli interventi a metà o soltanto iniziati.

Sei gli imputati finiti alla sbarra. Si tratta di Fabio Casarin, 52 anni di Milano, legale rappresentante del Consorzio con sede a Nervesa (difeso dall’avvocato Massimiliano Robba), Alberto Botter, 43 anni di Trevignano (avvocato Simone Guglielmin), Massimiliano Mattiazzo, 59 anni di Povegliano (avvocato Stefano Tigani), Andrea Pillon, 55 anni di Treviso (avvocato Michele Visentin), Giorgio Feletto, 43 anni di Conegliano (avvocato Gianbattista Zatti) e Roberto Brambilla, 54 anni di Monza (difeso dall’avvocato Giuseppe Murone).

I ruoli degli imputati

Nel dettaglio Botter e Brambilla sono gli amministratori di fatto del consorzio e delle società correlate mentre Mattiazzo, Pillon e Feletto sono stati coinvolti come ingegneri liberi professionisti, asseveratori dell’esecuzione dei lavori. L’accusa a vario titolo nei loro confronti è di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, impiego di denaro di provenienza illecita ed evasione fiscale. Dopo aver ammesso le cinque società del gruppo come responsabili civili, il collegio ha rinviato l’udienza al 29 luglio prossimo. Casarin, Botter e Brambilla sono anche imputati in un altro procedimento, legato a Casa Zero, chiuso nei mesi scorsi.

Nei loro confronti la procura della Repubblica di Treviso contesta le accuse di bancarotta per distrazione, bancarotta documentale e bancarotta semplice (per la tardività della richiesta di fallimento di Casa Zero Friuli). Tutte accuse che gli imputati sono pronti a contestare attraverso i loro legali, già a partire dall’udienza preliminare, che si terrà davanti al giudice Gianluigi Zulian, nel mese di luglio prossimo.

L’inchiesta per bancarotta

A partire da quella più grave, la bancarotta per distrazione che la procura contesta per una cifra di un centinaio di migliaia di euro quando in realtà, secondo le difese, documenti alla mano, si ridurrebbero a una cifra irrisoria mentre per quanto riguarda la bancarotta semplice di Casa Zero Friuli, i tre imputati accusati di non aver tempestivamente chiesto il fallimento, non sarebbero stati all’epoca amministratori di quella società. Starà comunque all’aula stabilire dove stia la verità.

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