«Processate i Velo per tentata rapina»

MONTEBELLUNA. La Procura di Rovigo ha chiesto il rinvio a giudizio per Antonio Velo e la figlia Loretta perché considerati i mandanti di quattro tentativi di rapina nella casa di Patrizia Rossini, madre di Marco, ex compagno di Loretta ed ex manager della Velo Spa. Secondo l’accusa i due, per realizzare i colpi, si sarebbero rivolti ad alcune persone poi risultate essere coinvolte in indagini sulla nuova “Mala del Brenta”. L’avvocato Francesco Murgia, che difende i Velo, ha commentato la vicenda affermando la completa estraneità di padre e figlia.
Una svolta nell’indagine che porta a legare la criminalità legata alla cosiddetta “Mala del Brenta” e una delle faide imprenditoriali e familiari più cruente degli ultimi anni nella Marca, quella che ha visto la rottura del rapporto (e poi la guerra legale) fra l'imprenditrice Loretta Velo e il manager Marco Rossini. Il Gruppo Velo, leader indiscusso nella produzione di macchinari per l'industria enologica, ha iniziato a scricchiolare dopo che la Guardia di Finanza di Bassano ha fatto emergere la maxi frode da 10 milioni di euro al fisco. Loretta Velo, classe 1974, è figlia di Antonio Velo, nato a Montebelluna nel 1937, diventato il patròn della Velo spa di Altivole. A traghettare per diversi anni la Velo è stato Marco Rossini, ex marito di Loretta Velo, che dopo la separazione è passato da amministratore delegato della Velo a titolare e amministratore della Cmr Industry di Candelù.
L’inchiesta della Procura di Rovigo si concentra su quattro tentativi di rapina ai danni della madre di Rossini, dove sarebbero state custodite ingenti somme provenienti dalle casse della Velo di Altivole: dopo la traumatica rottura tra Loretta e Marco, secondo l'accusa, Moreno Scanferla fu incaricato di “recuperare” quel denaro. I metodi, ovviamente, non sono stati ortodossi: quattro tentativi di rapina, andati tutti a vuoto per diversi motivi (in un caso sono stati i cani a sventare il colpo, in un altro un passaggio dei carabinieri).
A portare gli investigatori direttamente dai Velo la circostanza che i rapinatori erano in possesso delle chiavi della cassaforte di Patrizia Rossini. Chiavi che sarebbero state in possesso di Loretta Velo dalla precedente relazione con il figlio Marco. Nessuna delle quattro rapine, per fortuna, è andata a segno dato che ogni volta si verificava qualcosa che rendeva impossibile il colpo.
Oltre ai due Velo, padre e figlia, la Procura chiede il rinvio a giudizio di un rapinatore: Fabrizio Aggujaro, 35 anni, residente a Piazzola sul Brenta. Gli altri componenti della batteria, secondo i pm, sono Michele Gelain, Delfino Fincato e Gian Daniele Bettero. Il nome di Scanferla, per il quale era stata chiesta una condanna a due anni e otto mesi, era già finito al centro di numerose indagini per rapina che avevano coinvolto anche ex esponenti della cosiddetta “Mala del Brenta”.
«Ho piena fiducia nell’operato della magistratura», ha commentato ieri Marco Rossini che, con rito abbreviato, ha chiuso la sua vicenda giudiziaria con una condanna a 3 anni e 4 mesi per frode fiscale, bancarotta e truffa. «È il colpo di coda di una polemica iniziata da una persona che ha guadagnato molti soldi in maniera più o meno lecita», ha spiegato l’avvocato Murgia, legale dei Velo, «sarebbe invece da capire e approfondire come mai all’interno di quella casa ci fossero centinaia di migliaia di euro».
Giorgio Barbieri
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