La preside e il cyberbullismo: «Vendette e insulti sui social, cresce la marginalizzazione»
La dirigente dell’istituto comprensivo di Follina e Tarzo denuncia: «Si moltiplicano le vicende di marginalizzazione ma anche le ingiurie». Spesso vengono diffuse sul web immagini personali che non sono autorizzate

Bullismo, come riconoscerlo e cosa possono fare la scuola e le istituzioni per dare una risposta a un fenomeno che interessa sempre di più i giovani? Questo il tema dell’incontro «Bullismo e Cyberbullismo», che si è tenuto nella serata di venerdì presso la scuola primaria di Revine Lago.
A portare la testimonianza delle istituzioni scolastiche è stata la preside e dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo di Follina e Tarzo, Cristina Giannini.
Casi in aumento
La dirigente ha sottolineato quanto il bullismo e il cyberbullismo siano fenomeni trasversali, che possono accadere sia all’interno degli istituti scolastici sia fuori, in famiglia o tra gli amici. «Rispetto al passato sono in diminuzione i casi di bullismo e violenza all’interno degli istituti», ha sottolineato Giannini, «mentre sono in aumento i casi di cyberbullismo». La dirigente ha affermato che nel territorio ci sono stati casi di cyberbullismo, come l’esclusione da gruppi social o commenti a determinati post che sono stati condivisi e reiterati con offese e insulti, così come la diffusione di immagini senza il consenso.
«La scuola deve mantenere la sua corresponsabilità educativa verso i ragazzi, con la promozione di incontri e formazione su questi temi», ha sottolineato Giannini, che ha anche evidenziato come spesso i genitori siano molto tranquilli nel lasciare i propri figli in compagnia dei dispositivi, senza comprendere i pericoli che possono esserci online. La preside ha concluso sostenendo che il «bullismo digitale non lascia lividi sulla pelle, ma profonde cicatrici nell’anima, che non sono più leggere solo perché non ne vediamo gli effetti».
Gli psicologi
Serena Rossi, nel suo intervento, ha analizzato quali siano i campanelli d’allarme da riconoscere nei giovani adolescenti in caso di cyberbullismo. I segnali possono essere emotivi, come ansia, vergogna, calo dell’autostima e senso di colpa; comportamentali, come isolamento sociale improvviso, iperconnessione attiva e ritiro digitale.
Esistono poi effetti fisici, come somatizzazioni o oggetti personali danneggiati. Infine, è importante valutare anche gli effetti sul rendimento scolastico, che si possono tradurre in un calo del rendimento, difficoltà di concentrazione e, nei casi più gravi, rifiuto di andare a scuola.
Gli effetti
Gli effetti del bullismo o del cyberbullismo sono riconoscibili secondo due criteri: l’intenzionalità, ovvero azioni mirate a ferire e umiliare l’altra persona, e lo squilibrio di potere, perché la vittima non ha modo di rispondere o difendersi da chi applica violenza, sia fisica sia virtuale. «È un fenomeno molto pericoloso in giovane età perché c’è il rischio di costruire un’identità su uno squilibrio che va a definire la persona», ha concluso la psicologa. Lo psicoterapeuta Roberto Marchesini, attraverso un messaggio video, ha definito il bullismo come «un comportamento intenzionale, ripetuto nel tempo, compiuto da un minore più forte nei confronti di uno più debole, che diventa vittima». Secondo lo psicoterapeuta, il bullismo è un fenomeno che si è sviluppato anche per la mancanza, da parte della società, di strumenti adeguati per aiutare i ragazzi a difendersi, creando in questo modo «delle vittime del bullismo».
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