Presepi nel mirino, a Mosnigo rubato Gesù
MORIAGO. Sembra diventata una moda, purtroppo, prendersela con i presepi. Se i vandali siano animati da motivazioni religiose, di scherno, o semplicemente dalla voglia di rompere la noia con qualche stupida bravata, non si sa. Dopo i casi di Mansuè, Caerano e Revine, qualche giorno fa è toccato anche a Moriago. Tre giorni fa, infatti, il 25 dicembre, a Mosnigo di Moriago, alcuni ignoti hanno vandalizzato il presepe allestito dalla Pro Loco di Mosnigo presso il parco “Don Angelo Frare”. Sono state trafugate la statua del bambinello e la culla fatta a mano dove la scultura alloggiava. Ad accorgersi dell’accaduto, nella mattinata di Santo Stefano, è stato Roberto Contessotto, presidente della Pro Loco di Mosnigo nonché uno dei numerosi volontari che avevano impiegato una settimana di lavoro per sagomare il materiale dell’allestimento poi depredato.
IL FURTO
«Sappiamo che il furto è avvenuto tra mezzogiorno di Natale, l’orario in cui ho visto personalmente che la statua c’era ancora, e le 19, in cui si è scoperto il misfatto - spiega il presidente dell’associazione locale - si tratta di un gesto che mi ha profondamente amareggiato. Sia io che tutti gli altri volontari siamo molto legati alle nostre tradizioni ed alla loro preservazione. Auspico non si tratti di un gesto che va contro la nostra cultura. Ma anche se fosse il risultato di una stupida bravata da parte di qualche giovane, non deve passare inosservato o sminuito». Motivo per cui lo stesso Contessotto, anche contrariamente a chi gli aveva consigliato di lasciar perdere, ha deciso di sporgere denuncia, giovedì mattina, presso la caserma dei carabinieri di Col San Martino, nella speranza che il sistema di videosorveglianza - visto che è noto il lasso di tempo in cui il furto è avvenuto - possa far risalire all’autore (o agli autori) dell’atto vandalico che ha offeso l’intera comunità.
LE INDAGINI
«Spero che una volta scandagliate le immagini si riesca ad identificare il colpevole» conclude Contessotto, che annuncia che il presepe non verrà risistemato, nel senso che non ci sarà un nuovo Bambinello a sostituire quello “rapito”: «Oramai, come è giusto che sia, il presepe rimarrà così com'è, a rappresentare un simbolo dell’inciviltà che a volte alberga anche in piccole comunità come la nostra». Un caso di teppismo che va ad aggiungersi ai tanti atti vandalici segnalati in questo 2019 che va verso la conclusione, i più recenti in occasione di Halloween e poi, a Farra, dove nel capitello di via San Giorgio furono decapitate le statue di Gesù e Sant’Antonio da Padova .
Indagini a revine
Si indaga anche a Revine, dove, a poche ore dal Natale, i piromani hanno dato fuoco alle canne che ricoprivano il tetto della grotta del presepio vivente, allestita sul sagrato della chiesa di San Matteo. «Non sarà facile risalire ai vandali», spiega il sindaco Massimo Magagnin, «sul sagrato della chiesa la telecamera non è funzionante e in ogni caso si trova parecchio lontano dalla capanna del presepio». Vicino alla grotta è stata trovata una bottiglia di alcol e un paio di guanti. «I guanti erano stati dimenticati da uno dei protagonisti del presepe vivente e non c’entrano niente con il vandalismo», rende noto Boris Bottega, coordinatore del Comitato Sacre Rappresentazioni. Dubbi invece sulla bottiglia di alcol, era integra.
Riccardo Mazzero
Francesca Gallo
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