Positivi dopo la Croazia. Benazzi: «Trevigiani, restate in Italia»

In isolamento domiciliare due giovani di rientro dalla vacanza pochi giorni fa. In tutto undici i ricoverati: due sono gravi all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso 

TREVISO

Sono rientrati dalla vacanza in Croazia positivi al Covid-19. Due ragazzi che risiedono in un comune della provincia di Treviso hanno concluso la loro vacanza, dopo i mesi di isolamento forzato, portando a casa la malattia che in Italia erano riusciti ad evitare. L’Usl li ha messi in quarantena al loro domicilio.

Adesso dovranno restare a casa fino a che il doppio tampone non risulterà negativo. Di fronte all’ennesimo caso di positività il direttore generale dell’Usl 2, Francesco Benazzi, lancia un appello a fare le vacanze in Italia, evitando accuratamente di andare all’estero: soprattutto nei Paesi che non hanno adottato il principio di prudenza oramai consolidato qui da noi.

«Facciamo le ferie in Italia quest’anno – dice – Abbiamo una nazione che va dal mare ai monti, bellissima. Stando qui, tra l’altro, aiutiamo anche l’economia dell’Italia». E chi va all’estero? «Chi va deve stare attento, ma per i giovani è più difficile, ce ne rendiamo conto tutti. Quindi meglio evitare perché il virus che circola qui, lo vediamo, non crea particolari problemi, mentre quello che viene da fuori è come qui da noi tre mesi fa. Solo che noi abbiamo fatto il lockdown e l’abbiamo arginato, mente altrove lasciano che il virus circoli liberamente senza adottare misure di sicurezza». Insomma il principio è sempre lo stesso: evitare il rischio per non rendere vano il sacrificio affrontato nei mesi scorsi. I due giovani sono rientrati da un paio di giorni dopo aver trascorso la vacanza nei Balcani. Non è il primo caso del genere nella Marca. A luglio erano risultati positivi due coniugi anche loro di rientro dalla Croazia.

Forse preda di qualche lieve sintomo, i due amici si sono rivolti al medico di base che li ha segnalati all’Usl affinché venissero sottoposti a tampone, tanto più che provenivano da un Paese a rischio. Considerando che il contagio è stato scoperto subito dopo il rientro, e che non c’è stato il tempo per incontri ravvicinati con altre persone, per il momento sono stati messi in quarantena solo loro. Dovranno restarci fino a che anche il secondo tampone non sarà negativo. Le due nuove positività sono state prontamente registrate dal bollettino regionale che monitora l’andamento del contagio provincia per provincia e ospedale per ospedale.

Nelle ultime 24 ore si sono ammalati altre tre pazienti; oltre ai due giovani di ritorno dal viaggio, anche una terza persona venuta in contatto con uno dei micro focolai che si sono accesi nella Marca nell’ultimo periodo, soprattutto tra Montebelluna e Maser, nell’area dell’ex Usl 8 di Asolo. Al momento nella Marca i casi di positività sono in tutto 422, due in meno rispeto a ieri. Sale a 2.364 il numero dei negativizzati, coloro cioè che sono guariti dalla malattia. Dopo una felice parentesi con tutti gli ospedali Covid free, a ieri i pazienti ricoverati erano in tutto undici: sei nella struttura attivata nell’ospedale di Comuntà di Vittorio Veneto e cinque nel reparto di malattie Infettive del Ca’ Foncello di Treviso che è il principale hub della Marca. La differenza con la situazione dei mesi di emergenza sta soprattutto nelle condizioni dei pazienti. Al momento sono due i ricoverati in gravi condizioni in Terapia Intensiva. Uno di questi è affetto da altre patologie, compreso il diabete. —


 

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