«Portate un fiore o un mazzo d’erba: faremo un prato»

«Portate tutti in piazza dei Signori un fiore, meglio se di campo, ma anche mazzi di erba, panocie... e allora la piazza sarà un prato». Marco Paolini scalda i muscoli per la grande serata del primo...

«Portate tutti in piazza dei Signori un fiore, meglio se di campo, ma anche mazzi di erba, panocie... e allora la piazza sarà un prato». Marco Paolini scalda i muscoli per la grande serata del primo ottobre, e lancia subito una proposta originale: trasformare il salotto “buono” di Treviso in un bel campo, per uno spettacolo che promette di non farsi dimenticare facilmente.

«Adesso tocca anche fare notizia, facciamola dunque», dice Paolini raggiunto al telefono, «Lo ammetto, essere invitato in piazza dei Signori col mio amico Mario Brunello, dopo così tanti anni, fa un po’ impressione, ci si sente foresti, ci riconosceremo ancora con la città? Dopo tante stagioni chiusi fuori forse siamo stagionati anche noi. E se non ci riconoscessimo?».

Meglio, dunque, essere prudenti: «Cara Treviso», continua l’attore del Vajont, «noi porteremo un violoncello, un libro di Calzavara e una maglia della Tarvisium n. 19 come segno di riconoscimento, tu invece portati un fiore. Chi viene dovrà avere un fiore (meglio se di campo), ma anche mazzi di erba, panocie .... e allora la piazza sarà un prato». (a.z.)

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