Porfido su Ca’ Sugana Asfalto, Manildo frena

La prima picconata l’hanno data, di prima mattina, gli operai facendo saltare i primi cubetti del porfido all’imbocco di Corso del popolo. Le altre sono volate per tutto il giorno dentro e fuori il Comune di Treviso dove la notizia del cantiere “elimina porfido” ha scatenato un vero putiferio di reazioni. Tutto mentre il sindaco Manildo, preso in contropiede dalle parole del suo assessore ai lavori pubblici, tentava in tutti i modi di far capire che «l’intenzione dell’amministrazione non è asfaltare la città, o il Duomo». E correggeva Michielan
A far discutere sia la decisione di eliminare le vecchie pietre dai quaranta metri che collegano Ponte San Martino a viale Cadorna, sia l’ipotesi di togliere per circa due anni il porfido dall’area antistante l’ex Tribunale, in piazza Duomo, sostituendolo – ha spiegato Michielan – con una “asfaltatura” nobile, utile a permettere anche il via vai di mezzi pesanti dal cantiere di Benetton.
Rumore di picconate si è sentito a Ca’Sugana, dove i beniformati raccontano di qualche scambio di telefonate non certo “formale” tra assessori, in cui si chiedeva «perchè il cantiere di Corso del Popolo non è stato condiviso in giunta?». Perchè togliere il porfido poteva essere una scelta tecnica utile, ma doveva essere valutata anche dal punto di vista dell’”arredo urbano”, della storia, dell’immagine del centro storico, soprattutto se al centro del dibattito su pedonalizzazione, riqualificazione, rilancio. Figuriamoci poi togliere il porfido al Duomo...
Di qui il nervosismo di Antonella Tocchetto, consigliere di maggioranza e presidente della commissione lavori pubblici: «Io sono contraria, togliere il porfido non è bello, lo ho detto quando lo fece la Lega e lo ribadisco oggi. L’assessore Michielan forse avrebbe dovuto annunciare e discutere un simile intervento in commissione». Si dice pronta a convocare una seduta ad hoc, «certe scelte sono anche politiche, oltre che tecniche». Ascom stessa ha storto il naso. «Vorrei vedere un piano di interventi sulle strade, generale e sensato» dice il referente di Ascom per il centro storico Stefano Mazzoli «perche è vero, in Corso del Popolo bisognava intervenire, e l’asfalto ci può anche stare se serve, ma l’amministrazione lavora su un’idea di città o no? Spero non sia un intervento da tacon». Il consigliere di Fratelli d’Italia Davide Acampora attacca: «Tolgono un pezzo di storia della città per asfaltare, assurdo, che spendano meglio i soldi e magari pensino pure ai quartieri. Michielan inforchi la bici e faccia un giro in via De Cubertin, in strada S.Angelo, lì altro che buchi...». Anche in consiglio comunale il cantiere scatena parecchio dibattito. C’è pensa a Corso del Popolo e ammette «che sarebbe stato meglio limitare il traffico e mantenere il porfido»; e chi invece pensa al Duomo, e lancia l’allerta «si eviti uno scempio». Il leghista Bepi Basso, ex assessore ai lavori pubblici, incalza: «Lì nel Corso si poteva tenere il porfido, bastava fare un buon fondo». Italia Nostra annuncia l’intenzione di «vigilare attentamente su tutto il cantiere, attuale e futuro». E la polemica rimbalza anche in rete dove il gruppo facebook “No asfalto in corso del popolo”.
E Ofelio Michielan, rassicurazione: «Intendiamo tutelare le caratteristiche della città, compreso il porfido. Corso del Popolo è un intervento su quaranta metri, e necessario. Al Duomo si tratta di un progetto ancora tutto da definire, temporaneo, e che prevede di proteggere il porfido con una copertura utile anche a permettere il via vai di mezzi pesanti». Ma l’imbarazzo è palese.
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