Rischia di crollare, il platano in Riviera Comisso sarà abbattuto

È l’amico silenzioso della panchina sul Cagnan, in Riviera Comisso a Treviso. Carie e cavità interne, secondo i periti, ne compromettono la stabilità. L’assessore Manera: «Scelta dolorosa ma necessaria, lo sostituiremo»

Domenico Basso
Il platano
Il platano

È lì da così tanto tempo che quasi nessuno lo guarda più. Grande, leggermente reclinato verso il Cagnan, il platano di Riviera Comisso sembra essersi adattato negli anni alla forma dell’acqua e della città.

Il ponte di San Francesco, le case, il canale che scorre sotto, i rami protesi verso la corrente: tutto concorre a comporre uno di quegli angoli di Treviso nei quali paesaggio urbano e natura sembrano confondersi.

Tra poco, in quella fotografia mancherà qualcosa. Il grande platano va abbattuto.

Il pericolo

La notizia era nascosta tra le righe di un comunicato del Comune dedicato alla messa in sicurezza del patrimonio arboreo. Una delle tante comunicazioni tecniche che raccontano potature, controlli e alberi da sostituire.

Questa volta, c’è però qualcosa di più. «È una scelta che abbiamo preso con grande dolore, anche affettivo», confessa il vicesindaco Alessandro Manera. Gli approfondimenti effettuati proprio per le dimensioni dell’albero e la sua collocazione hanno evidenziato gravi fenomeni di carie e cavità interne che ne compromettono la stabilità. Il platano è in classe di propensione al cedimento D. Tradotto: non può più restare lì, la sicurezza impone la rimozione. Ma ci sono alberi che con gli anni diventano parte di un luogo. Si passa sotto i loro rami, entrano nelle fotografie senza che nessuno abbia deciso di fotografarli.

L’amico silenzioso

Presenze alle quali ci si abitua come a un ponte, a una facciata o al rumore dell’acqua. Poi arriva il giorno in cui devono sparire e ci si accorge dello spazio che occupavano. Quello di Riviera Comisso è uno di questi.

Negli ultimi otto mesi aveva assunto, quasi per caso, anche un altro ruolo. Era diventato l’“amico” della panchina sul Cagnan dove si sono seduti alcuni dei personaggi più rappresentativi di Treviso. Uno dopo l’altro hanno raccontato la loro città, aperto cassetti della memoria, avanzato proposte, discusso di ciò che è stato e di quello che potrebbe essere. Da quella panchina sono passate tante Treviso diverse: quella dei ricordi e quella dei progetti, la città rimpianta e quella ancora da immaginare.

Voci diverse, a volte lontane tra loro, accomunate però dallo stesso desiderio di lasciare un pensiero sul futuro. E lui era sempre lì, con i suoi rami protesi. Forse è anche per questo che Manera parla di «dolore affettivo». Una perizia può misurare la stabilità, individuare una cavità e classificare il rischio di cedimento. Più difficile è misurare il posto conquistato da quella presenza nella memoria di un luogo.

Il Comune assicura che il platano sarà sostituito con una nuova pianta “a pronto effetto”. Un altro albero crescerà, farà ombra e accompagnerà il Cagnan. Con il tempo entrerà anch’esso nel paesaggio. Ma non sarà lo stesso. Quello che se ne va porta con sé molti anni di vita della città e, quasi per caso, otto mesi di parole. Resterà la panchina. Accanto avrà un nuovo compagno. Il vecchio platano, reclinato sul Cagnan, avrà invece terminato il suo turno di silenzioso ascoltatore di Treviso.

 

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