Un mazzo di margherite in mare per Pietro, travolto e ucciso dall'albero. L'istruttore di pesca: "Ti vogliamo ricordare così"

«Pietro si fermava sempre ad ascoltare il mare. Senti che pace, diceva». È stata una pescata silenziosa quella che ha fatto Gabriele, istruttore di pesca di Pietro Monici, per consegnare alle onde il suo ricordo. Dopo aver recuperato «con le sue totanare preferite» le seppie e averle poi restituite al mare, ha affidato al mare un mazzo di margherite. «Vogliamo ricordati così, fiero delle tue catture», dice l'istruttore, «le seppie piccole le abbiamo rilasciate, come facevi sempre. Ciao amico mio, naviga in mari calmi». Gli scatti condivisi sul sito dell'associazione Pescatori Sile e sul profilo di Pietro, raccontano una passione di vecchia data. Trote, orate, persici: è lunga la lista di pesci che negli anni avevano segnato piccoli traguardi nel suo percorso da appassionato. Un passatempo che era riuscito a trasformare anche in lavoro nel centro ittico della famiglia. Giovedì, Pietro aveva scelto di aspettare il tramonto con la canna da pesca sul Botteniga. Non poteva immaginare che quel grande pioppo ricurvo sull'acqua fosse arrivato alla fine della sua esistenza. E neppure che lo avrebbe trascinato con sé. È rimasto soffocato sotto una montagna di rami e foglie a 38 anni. A recuperarlo dal groviglio vegetale sono stati i suoi colleghi vigili del fuoco. Pietro era uno di loro, aveva indossato quella divisa come volontario, presto non se la sarebbe più tolta: stava per entrare in servizio a tempo pieno come aveva sempre sognato.A cura di Costanza Valdina

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