Pesticidi, mamme e bambini in corteo

FARRA DI SOLIGO. In 150 persone, agguerrite, per dire stop ai pesticidi.
Sono mamme, bambini, ragazzi che si sono conosciuti anche solo su Facebook, e proprio online hanno dato vita alla prima manifestazione pubblica contro l’abuso di fitofarmaci sui vigneti di Prosecco, tema che tiene banco da mesi, tra furenti polemiche e prese di posizione.
Erano tutti in piazza a Farra di Soligo ieri pomeriggio, dove dalle ore 16 in poi hanno presidiato il municipio contestando i sindaci della Docg. Regia dei “grillini” del Movimento Cinque Stelle e degli ambientalisti del Wwf, ma, ripetono i promotori, «non è una protesta politica».
E nuove iniziative sono annunciate per la prossima settimana, quando gli organizzatori daranno vita addirittura a un flash mob in un vigneto.
Il primo vero evento pubblico contro la chimica in agricoltura, intanto, è stato un successo di partecipazione. Striscioni, cartelli colorati, megafoni e qualche manifestante addirittura travestito da agricoltore, con tanto di mascherina, quella che viene indossata durante i trattamenti. Prendono la parola i “soliti noti”: Gianluigi Salvador e Gilberto Carlotto del Wwf, Victor Cavaliere per il Movimento di Beppe Grillo. I passanti si fermano incuriositi, chiedono materiale ai manifestanti, raccontano la loro esperienza diretta. Si sparge la voce che a Refrontolo un privato ha divelto un recinto comunale, vicino al campo sportivo di via Boschi, per impiantare un filare in più.
Tiene banco la notizia del giorno, che per molti è per la verità una non notizia: i sindaci della Docg avrebbero vietato, nella revisione annuale del Regolamento di Pulizia Rurale, i pesticidi tossici, molto tossici e nocivi. «Ancora non hanno firmato, ma in ogni caso si tratta di una misura inapplicabile» spiega Cavaliere, «La direzione è quella giusta, ma sappiamo che mancano i controlli, e che il regolamento è troppo vago quando parla di “vicinanze” a case e scuole. I vigili urbani, troppo spesso, hanno le mani legate».
Troppe contraddizioni, una dietro l’altra: quando arrivano sul luogo, spesso l’agricoltore ha finito il trattamento. O ancora: perché i sindaci raccomandano di fotografare gli illeciti, se poi in tribunale la prova fotografica di quegli illeciti non è ammessa? «A Vidor domenica mattina hanno irrorato verso la strada, spruzzando i ciclisti di pesticidi» dice Luciano Bortolamiol del Wwf, che raccomanda ai passanti di non portare i bambini a spasso tra i colli di Vidor, altrimenti non si sa cosa potrebbero respirare.
Un papà risponde: «Lo sappiamo». E dall’altra parte della provinciale, a distanza di sicurezza (vigili urbani e carabinieri presidiano infatti l’area), l’altra faccia della medaglia. Ossia gli agricoltori: ascoltano, scuotono la testa, si sentono accerchiati. Parla Roberto Comello, ex tecnico dell’Elicosorzio, da anni oggetto degli strali ambientalisti: «In settimana l’Arpav ha pubblicato i dati sull’aria nel Quartier del Piave, siamo peggio di Conegliano e Treviso. Perché non protestano contro l’inquinamento da polveri sottili e smog che respiriamo? In agricoltura almeno qualcosa si sta muovendo». Troppo poco, per i manifestanti.
Andrea De Polo
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