«Pericoloso per la famiglia ma non è un terrorista»

«Sia chiara una cosa: il cittadino albanese al quale abbiamo revocato il permesso di soggiorno, notificandogli l’espulsione decisa dalla Prefettura, non è stato mandato via da Treviso e dall’Italia perché sospettato di terrorismo altrimenti sarebbe intervenuto direttamente il ministero dell’Interno. La nostra decisione è basata sulla sua pericolosità sociale, in particolare in relazione ai rapporti con moglie e figli, per i quali era stato condannato dal tribunale di Treviso». Il questore Vito Montaruli giustifica così la decisione di espellere Florian Saraci, l’operaio edile albanese espulso mercoledì dal territorio italiano, dopo essere stato imbarcato su un volo diretto a Tirana dall’aeroporto di Roma.
Questore, come si arriva all’espulsione di Florian Saraci?
«Dopo la sua condanna per atti persecutori nei confronti della moglie e dei figli. Condanna ad un anno di reclusione che è stata poi confermata qualche giorno fa dalla Corte d’Appello».
Resta il fatto che Saraci ultimamente avesse assunto comportamenti radicali.
«Certo, aveva progressivamente intrapreso un percorso di radicalizzazione reso evidente anche dall’aspetto fisico (barba lunga, ndr) e dagli indumenti che indossava. Ciò non significa che fosse terrorista. Altrimenti l’espulsione sarebbe stata adottata dal ministero degli Interni».
Allora, che tipo di provvedimento è stato assunto nei confronti dell’albanese?
«Un provvedimento di carattere ordinario in virtù appunto della minaccia che costituiva per l’ex moglie ed i familiari. È un provvedimento che si attua proprio per tutelare i soggetti fragili. Anzi, vorrei cogliere l’occasione per lanciare un appello».
Quale?
«Chi in famiglia si trova in situazioni di inferiorità e di minaccia, non abbia timore a denunciarlo alla questura».
Ci sono comunque indagini per capire questo percorso di radicalizzazione di Saraci?
«Sicuramente gli agenti della Digos di Treviso e Venezia monitorano costantemente il fenomeno. Ma ripeto, in questo caso, si tratta di un provvedimento di carattere ordinario». —
M.Fil.
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