Pensioni, ora l’Inps chiude gli sportelli

di Fabio Poloni
Chiudono gli sportelli informativi dell’Inps. Avete dei dubbi sulla vostra pensione? Volete sapere con precisione com’è la situazione dei contributi, quando e come potrete (finalmente) ritirarvi dal lavoro? Bene, scordatevi di andare all’Inps a chiedere delucidazioni. O almeno, scordatevi di farlo come si è fatto fino ad oggi: sta per partire una vera rivoluzione, con la chiusura degli sportelli informazioni in tutte le sedi dell’Istituto nazionale di previdenza sociale. D’ora in avanti l’Inps riceverà solo su appuntamento. Altrimenti - e l’invito è esplicito - meglio rivolgersi ai patronati sindacali.
Prima metà del 2012, questa la scadenza per l’avvio della trasformazione. Tradotto: ancora pochi mesi. «Modifiche programmate - dicono dall’Inps di Treviso - che riguardano un progressivo passaggio al canale telematico». Certificati e prestazioni, insomma, si faranno sempre più via internet. Per tutto: aziende, sostegno al reddito, pensioni appunto. Le domande vengono spontanee: ma non è più complicato, soprattutto per le persone di una certa età? E non si creeranno lunghe liste d’attesa per gli appuntamenti di persona? «Meglio venire per appuntamento a colpo sicuro - spiega il direttore provinciale dell’Inps, Antonio L’Arco - che stare in coda magari per un’ora. La qualità del servizio al momento non sempre è adeguata. Cambiamo per migliorarla».
Questi giorni sono un test pesante per la “tenuta” degli sportelli. Il mix è esplosivo: da una parte la riforma del sistema pensionistico in atto («che crea un po’ di effetto panico», dice L’Arco), dall’altra il ponte natalizio che dà il tempo a molte persone di fare un salto negli uffici Inps. «Solo oggi - dice il direttore - abbiamo avuto 215 persone qui in sede a Treviso. Spesso, in questi giorni, c’era gente che aspettava fuori, al freddo, già mezz’ora prima dell’apertura». Secondo il direttore, insomma, sradicare gli sportelli non è un handicap per gli utenti, bensì un’opportunità. «Al momento, a Treviso non è cambiato nulla - spiega L’Arco - ma entro la metà dell’anno che sta arrivando questa trasformazione per gradi sarà completa». Gli appuntamenti si possono prenotare al telefono oppure via mail. «Il rischio di lunghe liste d’attesa non credo ci sia - dice il direttore - perché con il nuovo sistema le richieste verranno scremate. Non tutte le duecento persone al giorno che vengono qui lo fanno per chiedere informazioni sulla pensione, molti vengono a prendere certificati o a presentare domande. Cosa che in futuro sarà fatta per via telematica». Altro vantaggio del nuovo sistema, secondo il direttore: con il sistema degli appuntamenti, l’utente prenota un incontro e spiega sommariamente di cosa ha bisogno. In questo modo, quando si presenta di persona nel giorno prestabilito, trova già un fascicolo a suo nome con le risposte che aspettava.
Oltre a chiedere spiegazioni al direttore, abbiamo provato a telefonare al numero verde 803.164: risponde il call center Inps-Inail. L’operatrice, alla quale abbiamo chiesto come si può fare per avere informazioni sulla nostra posizione pensionistica, ci ha confermato che «l’Inps riceve solo per appuntamento», e che per fissare tale incontro bisogna «andare alle sede provinciale, o collegarsi sul sito chiedendo un codice pin, che dura novanta giorni e poi scade». Quindi, se voglio sapere come stanno maturando i miei contributi sull’albero della pensione, non ho altra scelta. «Altrimenti - dice ancora l’operatrice del call center - può rivolgersi a un patronato sindacale». Già, l’impressione è che i primi a fregarsi le mani per questa piccola-grande rivoluzione in casa Inps siano proprio loro.
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