Penelope: «Presto un incontro sul tema dei piani territoriali»

C’è una parte affettiva, e drammatica. Una più pratica, burocratica ma non per questo meno dolorosa. Perché per chi scompare, c’è sempre chi rimane, figli, moglie, parenti che devono fare i conti con altri mille problemi. Un conto corrente non cointestato o senza delega (con l’impossibilità di accedervi e, magari, conti e dipendenti da pagare) diventa un incubo per chi è rimasto con un’azienda da mandare avanti al posto dello scomparso. Le utenze intestate diventano un percorso a ostacoli nel momento in cui serve un intervento di sistemazione, la titolarità di un esercizio commerciale si trasforma in una beffa per i parenti. «Anche per tutti questi problemi nei prossimi mesi chiederemo delle modifiche ai piani territoriali», spiega Gilda Milani, presidente Veneto di Penelope. «Aldilà dell’aspetto delle ricerche, le famiglie poi vengono lasciata sole in balia di tutto questa burocrazia, senza sapere come comportarsi, e senza avere un punto di riferimento a cui rivolgersi. È necessario intervenire». Si pensi a quando a scomparire è il portatore di reddito, e magari titolare di un patrimonio e di una polizza o di una pensione, di contratti di vario genere, proprietario della casa di abitazione o dell'auto di famiglia. Non è sempre facile intestare tutto alla moglie o ai figli. C’è un monte di burocrazia da scalare. Lo stesso vale per sgravi e agevolazioni fiscali. Ai figli che all’università avrebbe diritto ad uno “sconto” sull’iscrizione, ma non riescono ad ottenerlo. «Ma si pensi anche al posto di lavoro. Dopo il periodo di aspettativa garantito, cosa succede?», prosegue Gilda Milani. «È capitato che i datori di lavoro venissero da noi a chiederci come fare, anche perché magari in mezzo al dramma della scomparsa non avevano il coraggio o non volevano dire alla famiglia che non avrebbero più conservato il posto di lavoro della persona scomparsa».
E poi c’è il capitolo complicato e doloroso della reversibilità della pensione Inps. È necessario dopo due anni intraprendere l’iter per l’ottenimento della “dichiarazione d’assenza”. Che però non garantisce invece la reversibilità della rendita Inail. Anche per semplificare la vita di chi resta, l’associazione Penelope lo scorso anno ha presentato un progetto di legge che prevede di accorciare il tempo previsto per la “morte presunta” da 10 a 5 anni. Questo consentirebbe di rendere più veloci le procedure e i rapporti, oltre che con l’Inps, anche con le banche. —
F.C.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso







