Scoperta una discarica abusiva a Pederobba: scattano sequestro e denuncia
Al privato sono stati dati 60 giorni per provvedere alla bonifica, lo ha fatto in fretta e furia per evitare guai peggiori. Il sindaco Turato: «Ha provveduto a pulire tutto in nemmeno 15 giorni da quando abbiamo notificato l’ordinanza»

I carabinieri forestali hanno trovato di tutto all’interno dell’attività di commercio di auto usate in via Boschi a Onigo di Pederobba. Subito è scattato il sequestro dell’area a cui è seguita l’ordinanza del sindaco Marco Turato che ha imposto al privato di provvedere alla caratterizzazione e allo smaltimento di tutti i rifiuti, speciali e non, rinvenuti nell’area.
Al privato sono stati dati 60 giorni per provvedere alla bonifica, lo ha fatto in fretta e furia per evitare guai peggiori. «Ha provveduto a pulire tutto in nemmeno 15 giorni da quando abbiamo notificato l’ordinanza», dice il sindaco Marco Turato, «a noi interessava questo, tutto il resto è di competenza dei carabinieri forestali».
L’attività ha sede in via Boschi, zona poco abitata, ma evidentemente il deposito non è sfuggito ai residenti. Così è partita la segnalazione ai carabinieri forestali che hanno eseguito un sopralluogo nella sede dell’attività commerciale, gestita da un uomo di origine maghrebina. E hanno trovato cumuli di rifiuti sia all’esterno che all’interno di un capannone.
C’erano soprattutto parti di autoveicoli, come paraurti, portiere e cofani, sedili e parti interne di tappezzeria, cruscotti, differenziali, motori, radiatori di auto, freni, pneumatici. C’erano poi telai di bici fuori uso, porte, cavi elettrici vari, televisioni, piccoli elettrodomestici, condizionatori, e inerti. Ma non erano accatastati solo all’interno del capannone e sotto la tettoia.
All’esterno, per terra, c’erano cumuli di ulteriori rifiuti di varia natura. Capannone ed area sono stati dunque messi sotto sequestro ed erano state impartite le prescrizioni con cui operare per eliminare quei cumuli di rifiuti: dalla loro caratterizzazione all’indicazione degli impianti dove sarebbero stati smaltiti, loro quantificazione.
Tutte operazioni da eseguire dopo aver chiesto l’autorizzazione alla Procura per poter accedere all’area che è stata messa sotto sequestro penale. A giugno c’era stato il sopralluogo dei carabinieri forestali, a metà luglio il Comune aveva proceduto con una ordinanza, nel giro di un paio di settimane tutto è stato portato via. Un caso quello di via Boschi che si aggiunge ad altri scoperti in provincia di Treviso negli ultimi mesi.
Cinque le discariche abusive scoperte e nove le persone denunciate per gestione illecita di rifiuti nella Marca a luglio, a cui aggiungere quella di Pederobba. Il moltiplicarsi dei ritrovamenti racconta di un’espansione del fenomeno dietro al quale si nasconde un mondo sommerso che spazia dagli apparentemente innocui “svuota cantine” ad attività illegali strutturate.
Casier, Castelfranco, Fonte, Pieve del Grappa e Breda sono i Comuni dove si collocano i ritrovamenti più recenti: terreni agricoli in abbandono o capannoni dismessi dove sono stati scaricati illegalmente migliaia di metri cubi di scarti pericolosi con costi ambientali e sociali altissimi.
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