«Pattuglie in via Bindoni per evitare tensioni»

Sinti nell’alloggio Ater inagibile, ieri i residenti in delegazione in prefettura Grigoletto: «Li porteremo altrove». Lega e centrodestra: «Bomba sociale»
ZAGO AG.FOTOFILM TREVISO CASA ATER X SINTI IN VIA BINDONI
ZAGO AG.FOTOFILM TREVISO CASA ATER X SINTI IN VIA BINDONI

Sinti in via Bindoni, sale la tensione: ieri una rappresentanza dei residenti insieme al capogruppo della Lega e candidato sindaco Mario Conte si è recata in prefettura per protestare chiedendo «un sopralluogo delle istituzioni per toccare con mano il problema», ma soprattutto «un presidio delle forze dell’ordine per tenere a bada la situazione». Situazione che è tornata critica in via Bindoni, zona in cui le precedenti amministrazioni leghiste hanno concentrato nel tempo diverse famiglie di nomadi. Dopo anni di relativa tranquillità, la tensione è tornata lunedì sera con l’arrivo - a seguito dello sgombero di un campo nomadi a San Martino di Lupari - di un nucleo di giostrai sinti, a cui i servizi sociali di Treviso hanno destinato una casetta Ater per le emergenze risultata però priva di luce, acqua e gas. E infatti i giostrai hanno passato la notte tra lunedì e ieri in una delle loro roulotte, da cui non vogliono comunque separarsi, rimaste in mezzo alla via. Si attendono quindi soluzione alternative.

Lunedì il primo a recarsi sul posto è stato il consigliere comunale del centrodestra Davide Acampora, poi è arrivato Conte, quindi il vicesindaco Roberto Grigoletto, che puntualizza: «Stiamo rispondendo a una emergenza verificatasi dopo lo sgombero del campo nomadi disposto dalla prefettura di Padova a San Martino di Lupari. Un provvedimento che ha avuto ripercussioni anche su Treviso, avendo una delle famiglie sgomberate la residenza nel capoluogo e avendo tre figli minori. Della famiglia di giostrai si sono quindi dovuti occupare i servizi sociali, che hanno accompagnato madre, padre e i tre figli in via Bindoni, in un alloggio Ater per le emergenze temporanee. Ma dopo un sopralluogo, vista l’inadeguatezza dell’edificio, abbiamo deciso di trovare quanto prima una soluzione alternativa, sempre temporanea: non si assegnerà quindi un alloggio definitivo, ma solo temporaneo per il superamento dell’emergenza contingente. Intanto le roulotte della famiglia per non recare disturbo agli altri residenti verranno messe nel cortile della casa». E lo stesso Grigoletto dice: «Ho assicurato ai residenti che chiederò alla prefettura di impegnare le varie forze dell’ordine per un controllo di via Bindoni, che dal 2006 ospita rom e sinti dopo lo sgombero di via Da Milano».

Mario Conte: «In via Bindoni abitano da anni famiglie di trevigiani e altre di etnia rom. Ho chiesto alla prefettura che si faccia un presidio fisso delle forze dell’ordine finché non sarà risolta l'emergenza abitativa, e che si tenga subito un sopralluogo delle istituzioni in via Bindoni, e che proprio lì si svolga un Comitato per l’ordine e la sicurezza presieduto dal prefetto. Mettere due etnie differenti e conflittuali come rom e sinti nella stessa strada rischia di creare tensioni, è una situazione esplosiva che va risolta».

Davide Acampora: «Già lunedì, insieme ai residenti preoccupati che mi hanno chiamato, ho assistito a momenti di tensione dopo l’arrivo delle due roulotte di sinti. La “geniale” idea di portarli in via Bindoni è frutto di un accordo tra due prefetti: verrà peggiorata una situazione già molto tesa, che vedrà messe a stretto contatto due etnie diverse che da sempre sono in contrasto, sinti e rom. Chi ne pagherà le conseguenze saranno gli italiani che risiedono lì da molti anni e che si troveranno in mezzo a due fuochi. Si sta creando un ghetto, che diventerà una bomba ad orologeria».

E ieri i consiglieri comunali leghisti Giuseppe Basso e Sandro Zampese hanno presentato un’apposita interrogazione: «Abbiamo saputo che l’assegnazione è avvenuta in accordo tra il Comune di Santa Martino di Lupari e il Comune di Treviso, con l’assistenza e supervisione delle prefetture di Padova e di Treviso, e che il terreno dal quale è stata sgomberata la famiglia sinti è di sua proprietà, costato alla stessa 40 mila euro. Vogliamo quindi sapere dal Comune se il nucleo in questione è davvero indigente. E come mai un alloggio non abitabile di proprietà dell’Ater sia nella disponibilità del Comune di Treviso e per quali motivi esso sia stato assegnato anche se non abitabile».

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