Parcheggi, smog e cervelli in fuga: «Troppe magagne, la Vecia va condannata»

Ritorna in grande stile, giovedì 16 alle 20.45, il rogo a Ponte Dante dopo il processo di metà Quaresima.

Alla “baronessa” viene imputato tutto ciò che non funziona in città

Laura Simeoni
L'arrivo dei sub in una precedente edizione del Processo di metà Quaresima
L'arrivo dei sub in una precedente edizione del Processo di metà Quaresima

Rogo in grande stile giovedì 16 alle 20.45 per la Vecia colpevole di tutte le magagne di Treviso. Quest’anno, tra le accuse che verranno formulate durante il tradizionale processo di metà Quaresima a Ponte Dante, c’è quella di aver lasciato soli i bravi ragazzi, non i fannulloni, i “tosatan” delle baby gang che ogni fine settimana invadono il centro, scontrandosi tra loro. La pubblica accusa accenderà i riflettori sulla mancanza di lavoro, o meglio di lavoro dignitosamente retribuito, cosa che spinge molti giovani alla fuga all’estero, e sulle solite “magagne” cittadine come carenza di parcheggi e smog alle stelle.

La storia

Ma chi è la Vecia accusata di nefandezze, sfruttamenti, inadempienze? È nientemeno che una baronessa, Marietta Monta in Gondoea”, il cui nome campeggia nelle epigrafi realizzate dal Gruppo Folcloristico Trevigiano che dal 1966 ripropone ogni anno questa manifestazione goliardica amata dai cittadini.

Unica eccezione nel biennio della pandemia, con ripresa l’anno scorso per la prima volta senza il fondatore Franco Crespan, morto nel 2021, pubblica accusa per 54 anni sotto le spoglie del “Conte Calsina”.

I protagonisti

Al suo posto saranno seduti sul palco Checca Busona dea fameja dei Cicaroti da san Lazaro (all’anagrafe Tatiana Pellizzer) e Nane Britoea dea Barruchea, Peaoche (Luigino Visentin), mentre la difesa è affidata all’avvocato Idelbrando Ugone Imega da Paderno (Renato Pasqualini). Superbo e inflessibile magistrato Saltabussoea Tarquinio da Madona del Soco (Maurizio Meneguz).

ZAGO TREVISO IL PROCESSO ALLA VECCHIA AL PONTE DANTE
ZAGO TREVISO IL PROCESSO ALLA VECCHIA AL PONTE DANTE

Le novità

Introdotto l’anno scorso, verrà riproposto il testamento della povera Vecia, letto da Chiara Biscaro e, novità assoluta, entrerà in scena l’usciere Nane Brosa fiol de Gerone e de a Pia (Fabio De Silvestre), a cui spetta il compito di rilevare senza sconti tutte le cose promesse e non compiute dalla politica.

«Quest’anno allargheremo l’ambito al di fuori della mura cittadine e scandaglieremo le magagne anche di altri Comuni» anticipa Ivano Camarin, presidente del Gruppo Folcloristico.

I temi caldi

Oltre al lavoro giovanile sottopagato, si tornerà sulla questione dei parcheggi e dello smog in centro storico, senza trascurare la spina nel fianco di tante persone, soprattutto anziane, ovvero le liste d’attesa chilometriche per ottenere visite specialistiche ed esami. Una frecciatina sul fronte ambientale riguarda i palazzi costruiti lungo il Sile nonché il rincaro nelle bollette di luce e gas.

«Parleremo di bistecche sintetiche e della contestata farina di grillo che vorrebbe inserirsi tra la nostra farina bianca e gialla da polenta, credo senza successo» aggiunge con un sorriso Camarin. L’ironia è il filo rosso srotolato lungo il processo che riprende miti antichi, in cui grandi falò bruciavano simbolicamente tutto ciò che non andava nella vita quotidiana del villaggio, permettendo alla gente comune di inveire contro il potere senza conseguenze.

I gruppi

«È un grande impegno ma anche una soddisfazione per tutti quelli che lavorano in squadra» conclude il presidente che cita, oltre ai suoi del Gruppo Folcloristico, il Ser Servizio emergenza radio, i gruppi sommozzatori di Treviso, Selva Nostra e i tamburini del “grupo Baghe dea Zosagna”. Come da copione, anche la 55sima edizione del processo si concluderà con l’inesorabile condanna. Ingresso libero, in caso di pioggia si recupera sabato 18. 

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